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Dopo l'inchiesta di Lillo su "Il Fatto quotidiano"

Il direttore di MicroMega:
"Non stringo la mano a Schifani"


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mafia, palermo, paolo flores d'arcais, renato schifani, zavoli, Cronaca
Era stato invitato agli "stati generali" della tv in Italia dal presidente della commissione di vigilanza sulla Rai, Sergio Zavoli, ma dopo aver confermato la sua presenza ha fatto marcia indietro. Il direttore di MicroMega, periodico di geopolitica, Paolo Flores d'Arcais ha declinato: "Non posso stringere la mano al senatore Schifani". Il motivo sta nell'inchiesta pubblicata su "Il fatto quotidiano" dal giornalista Marco Lillo "che negli Stati Uniti avrebbe candidato l'autore al premio Pulitzer e che in Italia gli ha garantito il più assordante silenzio" ha scritto d'Arcais in una lettera.

E attacca quel servizio pubblico "che si è ben guardato dal riferire i fatti cui l'inchiesta fa riferimento. Fatti clamorosi - continua il direttore di MicroMega nella sua lettera a Zavoli - che in qualsiasi paese dell'occidente avrebbero già portato (sollecitate in primo luogo dalla sua parte polittica) alle dimissioni del presidente del Senato Renato Schifani".

L'articolo a cui d'Arcais fa riferimento, definendolo "un autentico servizio pubblico", mostra Schifani nel "suo ruolo di avvocato di un condominio (abusivo) zeppo di mafiosi o parenti di mafiosi e costruito calpestando i diritti di due anziane e inermi signore ancora fiduciose, come il mugnaio Federico, che ci sia 'un giudice a Berlino'. Come potrei - conclude d'Arcais - partecipare a un seminario che si apre proprio con i saluti del senatore Renato Schifani, a cui per un minimo di moralità e di senso dello Stato non potrei ovviamente stringere la mano?".