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Alluvione di Messina, protesta e tragici paradossi

"Io, sfollato, pago
il mutuo della casa"


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, Cronaca
Pronti a farsi sentire, senza titubanza, fino a gesti eclatanti pur di squarciare il velo di disinteresse nazionale verso la tragedia dell’alluvione di Messina. “Daremo un’altra settimana alle istituzioni per finalizzare un programma adeguato per la messa in sicurezza della montagna e per far rientrare entro un mese o due le prime persone a Giampilieri”, avverte Giuseppe Oliva del Comitato della stessa frazione, quella più danneggiata della devastante fiumara di fango di un mese e mezzo fa.
“Se ci faranno ancora aspettare – prosegue Oliva - siamo pronti anche a bloccare la città; siamo veramente arrabbiati. Finora abbiamo atteso fiduciosi, senza ottenere però grandi risultati. Molti di noi sono stati spinti a lasciare gli alberghi, ma ancora non sono arrivati i soldi per l'affitto di casa, così gli sfollati pagano la pigione di tasca propria”.
Gli albergatori, inoltre, iniziano ad aver difficoltà a gestire gli sfollati, visto che dal 2 ottobre non hanno ricevuto un euro e hanno difficoltà a coprire le spese e a pagare i fornitori.
Al dramma, alla polemica, si aggiunge la beffa. Nino Lonia, che durante l’alluvione ha perso la moglie e due figli piccoli, una famiglia cancellata, denuncia: “Continuo a pagare il mutuo della mia casa distrutta, perché la banca non ha ancora sospeso il pagamento delle rate”.
A Messina, intanto, ieri i giovani hanno fatto sentire la loro voce. Un corteo di duemila persone composto dagli studenti delle scuole superiori della città ha manifestato nello spazio della passeggiata a Mare contro la bocciatura dell’emendamento in Finanziaria al Senato, che assegnava cento milioni di euro per i primi interventi in favore degli alluvionati. Un lungo corteo al grido di “lealtà e rispetto in riva a questo Stretto; Vergogna, vergogna, vergogna”. Una voce di popolo nata, cresciuta e alimentata attraverso il social network Facebook.

Sul piano istituzionale ieri il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca ha incontrato a Palermo il governatore Raffaele Lombardo. All’incontro, nella sede della Presidenza della Regione, erano presenti anche il direttore regionale della Protezione civile, Salvatore Cocina, e Mario Pisciotta, della Ragioneria centrale della Regione siciliana. Il presidente della Regione Sicilia ha cominicato che stamattina sarà a Messina, dove alle 9 al Comune si terrà una riunione tra Lombardo e Buzzanca. In mattinata il governatore effettuerà anche un sopralluogo nelle aree interessate dal disastro.
Sempre oggi saranno sbloccate le somme destinate a rimborsare gli albergatori del messinese che hanno garantito ospitalità agli sfollati nel mese di ottobre. Si tratta del 50% dell’importo complessivo, pari a 1milione 600mila euro.
A Palazzo Zanca si parlerà anche di indennità di disagio per i commercianti e per i titolari di attività produttive che hanno dovuto interrompere l’esercizio a causa dei danni causati dall’alluvione.
Nel corso della riunione sarà predisposto un piano per corrispondere pure le somme dovute ai cittadini che hanno scelto soluzioni allogiative alternative, ma sempre previste nell’ordinanza.
Nel corso dell’incontro Lombardo ha consegnato anche il primo rapporto preliminare che fornisce le indicazioni per la messa in sicurezza del territorio,  perimetra le aree sicure e non, e indica quelle da delocalizzare. Il documento, cui hanno collaborato la Protezione civile nazionale e regionale, sarà approfondito anche con il contributo dei cittadini interessati.
“La puntualità dello studio consentirà, grazie agli interventi urgenti realizzati dalla Protezione civile  il rientro di centinaia di persone a Giampilieri”, ha detto il presidente della Regione.
Soddisfatto anche Buzzanca: “Lo stato di attenzione verso la città dovrà essere mantenuto molto alto, per garantire  rapidamente quella  quotidianità ambita dagli abitanti”.
Intanto un gruppo di quattordicenni alluvionati di Giampilieri che si trovano in un hotel cittadino, sentendosi dimenticati hanno scritto una lettera indirizzata alle istituzioni nazionali e locali per denunciare il loro disagio.
“Non devono essere dimenticate - scrivono - tutte le persone innocenti che hanno perso la vita a causa del mancato intervento delle autorità che dovevano provvedere alla messa in sicurezza della montagna dal 2007, anno in cui c’é stata la prima alluvione. La causa di quello che è accaduto non è stata la costruzione abusiva di Giampileri, Altolia, Molino, Scaletta e Briga superiore che sono dei paesi storici. Abbiamo studiato come gli altri ragazzi della nostra età, l'unità d'Italia che sembra non avere più valore al giorno dìoggi, in quanto in questa situazione di calamità noi non siamo stati trattati come cittadini italiani, ma come siciliani e quindi di serie B”.
“Chiediamo - scrivono ancora - di non essere abbandonati. Siamo stati colpiti dalle colate di fango, ma anche dal fango che alcuni media nazionali hanno creato dandoci degli abusivi e seminando discriminazione tra Nord e Sud”.