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In liquidazione la società del 118

Sise, fine della corsa


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, Cronaca
La SiSE, Siciliana Servizi di Emergenza s.p.a, nata nel 2001 per gestire la convenzione regionale con il 118 chiuderà i battenti. La società ha avviato le procedure per la messa in liquidazione volontaria. La causa di questa decisione è un buco profondissimo, un buco da 60 milioni di euro. Per evitarne la chiusura la Croce Rossa dovrebbe intervenire sborsando i soldi necessari o chiedendo alla Regione una mano per sanare il debito.Il direttore della SiSE Marco Romano sostiene che la liquidazione - e verosimilmente è così - sia l'unica strada perseguibile. "I 3.200 dipendenti che erano stati stabilizzati con un contratto part time saranno comunque tutelati", afferma il direttore. L'azienda cercherà quindi un accordo per garantire il loro trasferimento nella nuova società consortile che prenderà in carico il servizio. Ad appesantire la situazione è la condanna del tribunale di Trapani che ha stabilito il pagamento degli straordinari ad un dipendente, provocando un ulteriore buco e dando la stura ai ricorsi. L'Avvocatura di Stato aveva consigliato all'assessore Massimo Russo di chiudere la storia straordinari pagando, soprattutto per evitare una pioggia di ricorsi legittimi che tutti i dipendenti avrebbero certamente vinto. Del buco sopra citato ci sono una ventina di milioni che la SiSe avrebbe dovuto ricevere in alcune tranche del normale finanziamento. Rimane ancora da capire come risolvere il problema dei 37 milioni di straordinari da pagare. Russo, in trattativa con i sindacati, ha assicurato che la soluzione si troverà con la nuova società - si lavora febbrilmente per organizzare la cosa - che prenderà il testimone. Il Sales, il più rappresentativo sindacato in campo nella questione, ha fatto sapere che i dipendenti potrebbero lasciar perdere la questione straordinari a patto che il loro contratto di lavoro venga stabilizzato e migliorato nel nuovo soggetto che sostituirà il SiSE. I 3.200 avevano infatti un contratto part time.