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Bocciato l'assestamento di bilancio
Cammarata accusa Miccichè ed Mpa


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Il consiglio comunale questa notte è tornato a bocciare una delibera di giunta. Si è trattato, questa volta dell'assestamento di bilancio proposto dall'amministrazione attiva, su cui l'ultima parola spettava appunto al consiglio di sala delle Lapidi. Già la scorsa settimana il Pd aveva annunciato l'intenzione di votare contro e si era appellato ai colleghi autonomisti e miccicheiani, per arrivare ai numeri necessari alla bocciatura dell'atto in aula. Così è stato. Sono state necessarie oltre 16 ore di consiglio, convocato in mattinata e concluso nella notte, per arrivare al no definitivo. Ventisei, i voti contrari, a votazione nominale: oggi il primo cittadino si è quindi risvegliato avendo chiari, nome per nome, gli amici e i nemici in sala delle Lapidi. “Si apre un periodo buio per le municipalizzate d'igiene ambientale e servizi, Amia e Gesip – ha dichiarato Giulio Tantillo, capo dell'ala lealista del Pdl – chi ha votato contro dovrà assumersi la responsabilità delle conseguenze di questo voto”.
Non sembrano essere stati dello stesso avviso l'assessore al Bilancio Sebastiano Bavetta e il ragioniere generale Basile, a cui abbiamo chiesto quali saranno le conseguenze della bocciatura dell'assestamento: i 'tecnici' delle finanze comunali hanno infatti risposto che le risorse non verranno perse e saranno soltanto allocate nel prossimo bilancio di previsione. Si è trattato, quindi, di una bocciatura politica, come ha sottolineato il capogruppo dei democratici, Davide Faraone. E come, tra l'altro, ha ribadito questa mattina anche il primo cittadino, evidentemente rammaricato per la scelta di Mpa e Pdl Sicilia: “il voto contrario di Mpa e dissidenti del Pdl – ha dichiarato Cammarata - attribuisce la maggiore responsabilità di quanto avvenuto stanotte a Lombardo e a Micciché che, evidentemente, distratti dalle bislacche manovre sul fronte regionale, hanno deciso di allargare il contrasto interno alla maggioranza anche al capoluogo dell’isola, facendo pagare ai cittadini di Palermo il prezzo delle loro ambizioni personali”.