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Fiat, Marchionne conferma la riconversione

Niente marcia indietro
su Termini Imerese


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(di Paolo Rubino - Ansa). Fiat "conferma l'impegno per il Paese". L'ad Sergio Marchionne dice sì al confronto con il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, per lavorare insieme, nei prossimi 20 giorni, alla messa a punto del piano industriale per l'Italia. Ma ribadisce che i margini di azione sono limitati dal contesto competitivo in cui lavorano gli stabilimenti italiani: il Lingotto farà dunque "il meglio" possibile considerando "gli stabilimenti e le strutture che ha". Nessuna marcia indietro, dunque, sulla decisione di fermare la produzione di auto a Termini Imerese: quella di una riconversione ad altre produzioni è una scelta che "ha una base razionale ed economica" e quindi "non può cambiare. Quello che invece può cambiare - dice Marchionne - è l'impegno per uno sviluppo diverso. Non si faranno più auto, ma qualcosa di diverso che ancora non si sa". Lo sciopero è l'immediata reazione del consiglio di fabbrica. Proteste anche dell'indotto. In un'ora di colloquio faccia a faccia il ministro Claudio Scajola ha strappato il sì a "un percorso di dialogo tra la Fiat e il governo", che nei prossimi 20 giorni saranno quindi impegnati in "un confronto intenso" per la messa a punto del piano per l'Italia che il 21 o il 22 dicembre il Lingotto porterà al tavolo a Palazzo Chigi con governo e sindacati. Scajola lo ha spiegato ribadendo richieste e disponibilità a interventi di sostegno al settore: "Il governo farà la sua parte a condizione che in Italia Fiat produca più auto". Sì di Marchionne sul metodo del confronto: "E' un lavoro che condivideremo con il ministro", dice l'ad del Lingotto, che indica possibile un aumento della produzione negli stabilimenti italiani: l'obiettivo dovrà essere definito nel confronto dei prossimi giorni "e verrà poi indicato nel piano" da portare a Palazzo Chigi. 900mila (il possibile target di auto l'anno emerso da indiscrezioni) "non è un numero astronomico". Livello che comunque "comporterebbe un calo dell'occupazione", avverte la Fiom. I sindacati dei metalmeccanici chiedono che si salga molto di più, a quota 1,6 milioni e poi anche oltre. "Non si è parlato di incentivi" spiega Marchionné. E' Scajola a indicare che il governo lavora ad "una ridefinizione degli incentivi per l'acquisito di vetture ecologiche" nel 2010 per ridurli gradualmente in modo da "non distorcere il mercato alla conclusione di queste agevolazioni al consumo". "Bisogna garantire una fase a scendere degli incentivi" ma solo "di fronte all'impegno dell'azienda di aumentare la produzione in Italia" avverte il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani. "Nessun euro se si perdono posti di lavoro" dice il numero uno della Cisl Raffaele Bonanni. Epifani chiede anche che il confronto tra governo e Fiat venga allargato ai sindacati: "E' necessario che in questa fase il sindacato sia sentito, sia in qualche modo coinvolto in una discussione, non solo a scelte già fatte". Ed in particolare "su Termini Imerese - dice Epifani - chiedo al ministro Scajola di sentire il sindacato non alla fine del percorso per la costruzione del piano, ma durante. Altrimenti si arriva ad un progetto chiuso senza la possibilità per il sindacato di dire la propria opinioné. Mi aspetto che ci convochi in questi giorni". L'impegno del governo per Termini Imerese non è necessariamente in trincea per difendere la produzione di auto: "Valuteremo se ci sarà ancora l'auto, ma in ogni caso è nostra ferma intenzione che ci sia un polo industriale efficiente. Non vogliamo buttare al macero nessun impianto industriale".