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Abusivismo

Salvata la "rocca" di Cefalù


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rocca cefalù, Cronaca
Fermata la deturpazione della “Rocca di Cefalù”, ennesimo caso di abusivismo nella cittadina normanna ma che questa volta stava interessando un sito dichiarato di interesse comunitario. Gli uomini del commissariato di Cefalù, guidati da Manfredi Borsellino, hanno interrotto i lavori – commissionati dai proprietari del cosiddetto “Condominio del Faro” – che, sfruttando le disposizioni sulle barriere architettoniche e il silenzio assenso della Sovrintendenza, stavano iniziando i lavori.

La Sovrintendenza ha inviato una funzionaria per verificare l’origine delle mura, forse bizantine, forse medievali, ma in entrambi i casi non demolibili. E nonostante i tanti accorgimenti, dopo i due sopralluoghi del commissariato di polizia, con in testa il comandante Stefano Blasco e con la collaborazione della polizia municipale, questi ultimi hanno comunicato alla Soprintendenza l’andamento dei lavori. L’esito dei sopralluoghi? I lavori di sbancamento giungevano sino alle pendici della Rocca e non coincidevano con quanto comunicato nel progetto che era stato tacitamente approvato.

A questo si aggiungeva una strada sterrata, creata di proposito, che costeggiava la scarpata nonché l’abbattimento parziale di un muro di recinzione in pietra. La Soprintendenza ha quindi bloccato i lavori e ha ipotizzato la sussistenza di responsabilità penali da addebitare ai committenti delle opere, dichiarate abusive, al direttore e all’esecutore dei lavori per deturpamento di bellezze naturali e lavori abusivi effettuati, o fatti effettuare, in area pluri-vincolata senza le prescritte autorizzazioni espresse (e non tacite) dalle autorità competenti.