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Regione, si riaffaccia il "milazzismo"


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La giunta Lombardo è in crisi e un nuovo governo potrebbe riproporre l'esperienza del consociativismo. Il presidente della Regione siciliana potrebbe aprire le porte un’alleanza col Pd locale escludendo l’Udc di Salvatore Cuffaro e il Pdl di Angelino Alfano e Renato Schifani, originari alleati. La parola che si rievoca nei corridoi di palazzo dei Normanni è "milazzismo".

Il termine prende il nome da Silvio Milazzo, un democristiano sturziano in contrasto con l’allora presidente della Dc e presidente del consiglio Amintore Fanfani. Alla fine degli anni Cinquanta diede vita ad una giunta regionale grazie ai voti di partiti di destra e di sinistra e venne per questo espulso dal suo partito. Nel suo primo governo era possibile trovare, oltre a ex democristiani a lui fedeli, anche esponenti del Pci e del Msi. Questa operazione politica che vide, attraverso la convergenza di schieramenti politici avversi, la costituzione di una maggioranza anomala, estromise la Democrazia Cristiana dal governo dell’Isola, unico caso della storia.

Ora quella storia sembra in procinto di ripetersi e c’è già chi ipotizza, dopo la divisione del Pdl in Sicilia, una crisi del “berlusconismo”, ricordando le ripercussioni che il “caso Milazzo” ebbe nella politica nazionale, prima fra tutte la perdita della presidenza del consiglio e della segreteria della Dc da parte di Fanfani.