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PALERMO

Respinta scarcerazione per accusato d'omicidio


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Sta male ma può essere curato in carcere. Respinta l'istanza di scarcerazione presentata del legale di Giuseppe Cinà, accusato assieme ai figli Francesco e Massimiliano di avere assassinato Vincenzo Chiovaro e Antonino Lupo. I due furono uccisi a coltellate, sette anni fa, nella piazza del quartiere palermitano Borgo Vecchio. L'avvocato Toni Palazzotto ha presentato al giudice una perizia medica sulla base della quale Cinà, 55 anni, sarebbe affetto da problemi psichici che richiederebbero il ricovero in una struttura sanitaria. Di diverso avviso il giudice per le indagini preliminari Antonella Consiglio: i problemi di salute possono essere trattati farmacologicamente in carcere. Il provvedimento é stato impugnato dalla difesa davanti al Tribunale del Riesame che potrebbe disporre una nuova perizia medica. L'udienza preliminare per decidere l'eventuale rinvio a giudizio dei tre indagati si svolgerà il 15 dicembre prossimo. Dopo sette anni di silenzi a febbraio dell'anno scorso la svolta nelle indagini: Fabio Nuccio, fratello del collaboratore di giustizia Antonino Nuccio, garzone di una bottega del Borgo, raccontò di avere assistito al delitto e fece i nomi dei Cinà. Il motivo della lite finita in tragedia sarebbe da ricondurre alla mancata restituzione di una moto appartenente a uno dei Cinà che era stata rubata proprio da Lupo e Chiovaro