Live Sicilia

Spatuzza e Berlusconi

La cosa da fare
(e quelle da non fare)


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, Cronaca
C'è una sola cosa da fare, a questo punto: non trasformare la testimonianza di Spatuzza in un'arma finale  pro o contro Berlusconi. Coloro che hanno l'esigenza di difendere il presidente del Consiglio e coloro che covano propositi di abbattimento del "tiranno", semplicemente, si allontanino in fretta dall'aula di Torino e dalle parole di un assassino che si dice pentito. I loro strepiti potrebbero annebbiare di più la vista dell'opinione pubblica e confonderla e farle perdere di vista la cosa in sé. Purtroppo non sta accadendo. Non si discute con pacatezza. Le agenzie già stanno riportando lacerti di furibondi comunicati contrapposti. Chi depreca, chi invoca le dimissioni... Uno scontro titanico tra spatuzziani dell'ultima ora e Berlusconiani della prima. Spatuzza, il "Compagno Spatuzza" non è il liberatore dal Berlusconismo. Ma nemmeno merita di essere bollato come se fosse un pupo manovrato da altre leve, a prescindere. Perché? Perché nessuno può avere ragionevoli certezze in merito. Nessuno può avere, adesso, sufficienti elementi per ergersi a collegio giudicante e definitivo. E le voci che si alzano nel cielo mediatico in queste ore sono spinte da forme malintese di partigianeria, non dalla ricerca della verità. Il killer Spatuzza ha rilasciato dichiarazioni gravi che saranno vagliate e messe a paragone con i fatti da chi è pagato per giudicare. Solo allora, solo quando la bilancia penderà da una parte o dall'altra, sarà lecito trarre conclusioni anche politiche sulle parole che abbiamo ascoltato. In questo momento non ci sono fatti. Per quanto suggestive o tremende esse siano, abbiamo soltanto parole.