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La mafia in crisi, di solito, spara

E adesso che succede?


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, Cronaca
E adesso qualcuno dice che dobbiamo aspettarci i morti. O perlomeno gli spari. O perlomeno qualcosa che faccia "scruscio". Lo dice - in fondo - anche il questore di Palermo, Alessandro Marangoni - quando parla di "rischio camorrizzazione". Il questore ricopre con sensibilità istituzionale il ruolo imposto dal suo ufficio e non può spingersi oltre. Lo facciamo noi. Rischio camorrizzazione vuol dire che qui potrebbe  saltare tutto. Che nel vuoto di potere dei capi tradizionali, potrebbero inserirsi nuovi barbari poco avvezzi al rispetto del "bon ton mafioso", gente che prima spara e poi chiede da che parte stai. Intendiamoci, tutto questo non può fare paura, né può diventare un freno per la cattura dei latitanti storici che è sempre un'operazione dovuta e  gioiosa. Tuttavia, si tratta di capire dove va la mafia, perché solo la comprensione della direzione di marcia darà la misura esatta dell'intervento da opporre. I nuovi vertici avranno spazio di manovra e sapranno ricompattare le truppe in silenzio? Oppure qualcuno tenterà la scalata con consueto corollario di vittime e scaramucce ? Gianni Nicchi, nemmeno lui, era un tipo che stava con le mani in mano. Pare che stesse preparando un'esibizione sanguinaria di forza, per confermare il suo potere all'interno del sodalizio criminoso. E non è escluso che altri abbiano la stessa pensata. Palermo, purtroppo, offre opportunità e soldati a Cosa nostra. E' ancora una città sommersa nel guano della mafia. Lo dimostrano i pochi applausi della gente e le molte facce torve, nel giorno della cattura del boss, in via Filippo Juvara.