Live Sicilia

Le nuove mosse della Procura di Palermo

Mafia, dopo i boss
tocca ai "colletti bianchi"?


Articolo letto 375 volte

VOTA
0/5
0 voti

boss, colletti bianchi, cosa nostra, indagini, mafia, procura, Cronaca
La procura della Repubblica di Palermo è pronta a scatenare una nuova
offensiva nei confronti di Cosa nostra, ma per la prima volta le indagini
aiutate da alcuni pentiti non individuerebbero più la "cupola" in un gruppo di
boss pluriricercati, ma in "colletti bianchi". I boatos da alcune settimane
sono già stati raccolti dal gruppo "Espresso-La Repubblica" che, oggi,
addirittura indica in sette personaggi la struttura che compone "l'intelligenza
collettiva" di Cosa nostra. Non più padrini, ma alti burocrati regionali
bipartisan, ingegneri e perfino un avvocato. I nomi rimangono ancora "coperti"
perfino nelle veline che riportano costantemente le fughe di notizie, ma un
dato sembra emergere. Ritornano in auge i "servizi segreti" non piu' deviati,
artefici di nuove "trattative" ed "infiltrazioni". I "padrini" sembrano ormai
definitivamente "posati", per scelta o per necessità non sarebbero più loro a
tenere in piedi l'antistato, messi a tacere da esperti "professionisti" in
grado di trattare con la politica regionale ed a trarne benefici. I boatos si spingono fino ad individuare in un dirigente generale della regione,
"mascariato" piu' volte da pentiti, al centro di intercettazioni fra presunti
boss, tratto di congiunzione fra vecchie e nuove maggioranze politiche alla
regione siciliana e pertanto insostituibili, confermati da una giunta fatta di
"esterni", di magistrati già molto graditi a sinistra ed esponenti della
"societa' civile". Soltanto nelle prossime settimane si comprenderaà se si
tratta di alchimia, o di una vera e propria offensiva politica che attraverso
la magistratura sta cercando di regolare il passaggio da un governo regionale
di centrodestra guidato da Raffaele Lombardo ad una giunta di emergenza con il
Pd o con settori di questo partito. Una soluzione quest'ultima che peroò trova
una ferma opposizione in quella parte del partito di Bersani contiguo ad
Antonio Di Pietro. E un "mascaramento" di Lombardo, seppure indiretto e di
riflesso, aiuterebbe questi ultimi a impedire la nascita di qualsiasi nuova
giunta che sia guidata da lui.