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La crisi dopo l'arresto dei capi

Mafia, chi comanda adesso?


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, Cronaca
Chi comanda adesso? Chi c'è ai vertici della mafia, ora che le forze dell'ordine hanno mietuto la latitanza di capi temibili e storici? In Sicilia, il collettore, il punto di riferimento, dovrebbe essere sempre lui. Lui, Matteo Messina Denaro. Sembra essere l'unico boss "qualificato" per reggere le fila. Smessi i panni di "Diabolik" - antico soprannome del latitante - Messina Denaro oggi è il capo riconosciuto, una figura meno avventurosa e assai meno romanzesca di quanto si pensi. Resta il fatto che, a Palermo, Cosa nostra è allo sbando. Il capoluogo è una realtà da dover gestire senza più la guida dei padrini esperti o rampanti. Al momento sarebbero infatti due, forse tre i capi mandamento ancora a piede libero in città: Giovanni Bosco per il mandamento di Boccadifalco, un uomo chiamato “l'architetto” che si è seduto sul trono dei Lo Piccolo a San  Lorenzo e, forse a Pagliarelli il latitante Giovanni Motisi che è inserito nell'elenco dei 30 ricercati più pericolosi in Italia e che per qualcuno potrebbe essere morto.
Dopo l'arresto di Nicchi, il futuro di Cosa nostra sembra essere proprio nelle mani della triade: "l'architetto” per la zona occidentale della città e per la provincia,  Bosco per il mandamento di Boccadifalco e, a Motisi che dovrà pensare agli affari e ai conti delle famiglie nonostante la latitanza, se è ancora vivo.
Poi ci sono i giovani, le nuove leve che vogliono comandare e che cercheranno di inserirsi nel vuoto di potere. Ecco perché il questore di Palermo, Alessandro Marangoni, ha parlato di "rischio camorrizzazione". Cioè: rischio guerra.