Live Sicilia

Processo Dell'Utri

Dell'Utri passa dall'aula alla tv
"L'immagine dell'Italia sputtanata"


Articolo letto 560 volte

VOTA
0/5
0 voti

dell'utri, mafia, palermo, processo, spatuzza, Cronaca
Prima in tribunale e poi in tv. Marcello Dell'Utri è un fiume in piena. Dopo la deposizione dei boss Filippo Graviano e Cosimo Lo Nigro che da Palermo smentiscono il pentito Gaspare Spatuzza sul coinvolgimento del senatore del Pdl e di Silvio Berlusconi nelle stragi mafiose del 1992-93, il collaboratore del premier passa al contrattacco. E se il Cavaliere, da Bruxelles, si limita a commentare le notizie che arrivano dall'Italia con una battuta ("Siamo alle comiche"), Dell'Utri punta l'indice contro "un processo mediatico senza precedenti", che avrà come conseguenza "lo sputtanamento del Paese, dell'Italia, del governo e il tentativo di coinvolgere Berlusconi in una cosa indegna". Come per Spatuzza al processo di Torino, Dell'Utri si  presenta puntale anche nell'aula di Tribunale a Palermo. Ascolta la deposizione del primo dei fratelli Graviano, Filippo, (Giuseppe sì avvarrà della facoltà di non rispondere) intravedendo nelle parole del boss "il segno di un percorso di ravvedimento". E, conclusa dopo tre ore l'udienza con la brevissima deposizione di Lo Nigro, parte con la sua personale requisitoria. Ai giornalisti dice di essere "stanco". "Il processo stava per finire - accusa - quando ci hanno buttato dentro tutta questa spazzatura che fa perdere solo tempo.
Perché non si cercano i veri responsabili delle stragi?". Accuse anche alla puntata di Annozero andata in onda ieri sera: "Tutte cazzate. Un vero e proprio atto di terrorismo", é il giudizio sulla trasmissione di Michele Santoro. Dall'aula del tribunale di Palermo, Dell'Utri si sposta in tv, ospite del 'Fatto del giorno' su Raidue, e rafforza il suo atto di accusa. "Sono rimasto vittima di un complotto nato esattamente quando è stata fondata Forza Italia", è la convizione del collaboratore del premier che non esita a dirsi "indignato per quello che sta succedendo, per il teatrino criminale e allucinante messo in piedi da questo sedicente pentito".
Il senatore mette poi in guardia Berlusconi: "Ci sono quelli che non lo vogliono. Lui è vissuto come uno scandalo dall' establishment di questo Paese e non vogliono che faccia le cose che servono all'Italia. Ci sono forze che si oppongono con tutti i mezzi". Dell'Utri non esita poi ad indicare i 'mandati' di ciò che sta avvenendo. La sua tesi è che ci sia una sorta di burattinaio a muovere i fili: "Non sono in grado di fare nomi e cognomi, ma è certo che c'é un circuito mediatico-giudiziario che cerca di mistificare le cose".
Agli attacchi però fanno da contraltare, a detta del senatore, gli attestati di stima: "In strada - racconta - ricevo molte manifestazioni di solidarietà che mi aiutano ad andare avanti". Ma le offese non mancano: "Mi è capitato - racconta dell'Utri - che un signore mi abbia dato del mafioso e io gli ho risposto così: che io sia mafioso non è certo, che lei sia uno stronzo è sicuro".