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Il reportage

E Palermo affoga nella munnizza


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Palermo è una discarica a cielo aperto. Girando per le strade della città si vedono cumuli di immondizia accanto a cassonetti ormai straripanti. Da giorni la raccolta dei rifiuti, da parte dei dipendenti Amia, va a rilento e sembra che la situazione sia destinata a peggiorare. Domenica è previsto lo stop istituzionalizzato e lunedì i sindacati hanno annunciato sciopero. L'azienda ha le casse vuote e gli operai, in attesa di tredicesima e stipendi, sono in stato di agitazione.

Fra le strade più colpite dal disservizio c’è la via Maresciallo Guglielmo Pecori Giraldi. “E’ una settimana che non raccolgono nulla. E’ una vergogna. Siamo peggio di Napoli” racconta il Giacomo Cataldo, abitante del posto. Non vanno meglio le cose in via Montepellegrino, via Cristoforo Colombo e via Marturano, che sono fra le più colpite.

Dal Foro italico fino alle zone periferiche di Bonagia è tutto un susseguirsi di immondizia e puzza nauseabonda. Neanche le strade della “Palermo bene” si salvano dai cumuli maleodoranti. Via Marchese di Villabianca, via Croce rossa, via Notarbartolo, via Sciuti, viale Lazio: i rifiuti sono ovunque. “Questi signori che sono al potere dovrebbero fare qualcosa invece di pensare solo alle poltrone. Dobbiamo svegliarci” , dice Luigi Bonomo, cittadino della zona. “Devo essere sincero – continua – prima qui, in viale Lazio, la raccoglievano. Ora non più. Gli operai hanno le loro ragioni è dura andare a casa senza stipendio. Ai tempi di Orlando qualcosa si vedeva, da quando c’è Cammarata abbiamo perso la dignità”. E ancora le parole di Giuseppina Rappa: “E’ uno schifo, ormai viviamo tra i rifiuti”. Intanto si avvicinano le feste e accanto alla ormai consueta fiera di Natale di via Notarbartolo, campeggiano cumuli di rifiuti. Chissà se ce li troveremo pure sotto l’albero natalizio al posto dei doni.