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La decisione del tribunale di Bologna

Caso Campagna, Alberti jr
a casa perchè malato di tumore


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, Cronaca
Una cartella clinica poderosa che attesta gravi patologie, ''con tumori maligni e benigni'', ha fatto decidere il Tribunale di sorveglianza di Bologna per la concessione della detenzione domiciliare a termine per Gerlando Alberti jr., condannato all'ergastolo per l''uccisione di Graziella Campagna, la diciassettenne assassinata nel 1985 nel Messinese perche' sospettata di essere entrata in possesso di un'agenda del boss. Alberti jr. ha lasciato il carcere di Parma per ''gravi motivi di salute'', e potra' uscire di casa soltanto scortato e per motivi di terapia; puo' vedere solo la moglie e i figli. Motivazione e restrizioni, pero', non placano le polemiche scaturite dalla decisione del Tribunale di Bologna. Neanche dopo le rassicurazioni del ministro alla Giustizia, Angelino Alfano, che ha ribadito di avere ''disposto un accertamento e raccomandato celerita' e solerzia''. A Saponara, nel Messinese, dove si e' svolta una affollata manifestazione nel giorno del 24/mo anniversario del delitto, i fratelli di Graziella Campagna, hanno chiesto ''giustizia vera allo Stato'' e il ''ritorno in carcere di un assassino''. Pasquale Campagna si e' detto ''indignato'' per una ''cosa sconvolgente e vergognosa, che offende la dignita' di mia sorella, della nostra famiglia e di tutti gli italiani''. Un altro fratello di Graziella Campagna, Pietro, ha definito la scarcerazione di Alberti Junior ''un boccone amaro''. ''E' una delusione - ha aggiunto - e spero che lo Stato faccia il suo dovere e lo rinchiuda in carcere, come e' giusto che sia''. Piu' duro il commento del legale della famiglia Campagna, l'avvocato Fabio Repici, che ha definito ''uno scandalo di Stato'' la ''concessione degli arresti domiciliari a un ergastolano a 8 mesi da una sentenza passata in giudicato''. ''C'e' solo sgomento - ha osservato - per una giustizia che davanti ai potenti e' servile''. A Saponara c'era anche Beppe Fiorello, che ha vestito i panni di Pietro Campagna nel film tv 'Una vita rubata' che ando' in onda su Raiuno nel marzo del 2008, dopo una serie di rinvii: ''La vicenda preferisco non commentarla - ha detto l'attore - sono qui per ricordare Graziella in maniera positiva. Non voglio mischiare la memoria con una decisione azzardata'' Gli arresti domiciliari a Gerlando Alberti jr sono stati contestati anche da due componenti la commissione antimafia: per Beppe Lumia, del Pd, ''e' un regalo a un boss mafioso che non bisogna assolutamente consentire: lo Stato deve reagire''; per Gianpiero D'Alia, dell'Udc, e' ''una decisione vergognosa'', ''un segnale tutt'altro che buono'' che ''riguarda uno degli omicidi piu' efferati commessi in Sicilia''. Per l'Associazione familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili la vicenda e' ''ancora una volta la riprova che la bilancia della giustizia pende tutta in sfavore delle vittime''. ''Questa e' la mafia - ha invece osservato don Luigi Ciotti - un buco nero che inghiotte la vita delle persone, che calpesta i diritti e nega il futuro a una povera donna di 17 anni che si trova involontariamente in mezzo ai suoi traffici di morte''. Le polemiche e l'annunciata ispezione non intaccano la serenita' dei giudici del Tribunale di sorveglianza di Bologna che ribadiscono come il provvedimento ''nasce solo da una richiesta specifica e ufficiale fatta dal carcere di Parma per le gravi condizioni di salute del detenuto''. Il presidente Francesco Maisto ha chiosato ''se la gente muore in carcere, poi si dice che il giudice sbaglia....''.