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Fabio Volo sbarca a Palermo
E' caos totale alla Mondadori


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Mondadori nel caos, impreparata ad accogliere grandi eventi. Il bagno di folla per Fabio Volo, che ieri pomeriggio ha presentato il suo quinto romanzo “Il tempo che vorrei” al multicenter di via Ruggero Settimo, ha dimostrato seri problemi sul piano della sicurezza (porte bloccate, unica via di fuga: l’ingresso principale) e dell’organizzazione. Ma non solo. L'evento di ieri, probabilmente, ha svelato anche un "lato oscuro" dello show man.
Ma andiamo ai fatti. Il primo appuntamento al nuovo spazio eventi era fissato per le 17.30. Le numerose fans dell’attore bergamasco si sono precipitate nella sala lettura a partire dall’una del pomeriggio. Già alle 15.30 la sicurezza aveva bloccato le porte impedendo l'accesso alla sala. Alle 17.15 lo scenario era il seguente: per strada, folla di gente (arrabbiata per l’attesa al freddo) a cui veniva impedito l’ingresso in libreria, anche semplicemete per compiere acquisti; dal piano terra al terzo piano dell’edificio, al vociare di acquirenti, commessi e security si sovrapponeva la voce del conduttore  del “Volo del mattino” il cui volto veniva riprodotto nei numerosi schermi al plasma sparsi nei vari settori. Per le scale, poi, al calore del riscaldamento si aggiungeva quello di un lungo serpentone di fans e curiosi pressati l’un l’altro nella speranza di poter raggiungere l’ultimo piano per vedere il loro beniamino. Tremila persone secondo quanto dichiarato da Stefano Malgrati, direttore del Centro. Tra loro anche numerosi giornalisti.
Evidentemente il successo del libro, che in poco tempo ha già venduto due milioni e mezzo di copie, ha portato gli organizzatori a pensare che la stampa non fosse interessata; o forse che l'ospite potesse suscitare solo l'interesse di qualche ragazzina. Fatto sta che non era previsto nessun accredito stampa, nessun ingresso separato per i mezzi d’informazione, nè l’idea di orari distinti per una eventuale conferenza stampa e per la presentazione. Solo dopo insistenti e ripetute lamentele perché ci veniva impedito di svolgere un servizio pubblico, e solo previa consegna del tesserino (non esibizione, consegna!), a qualche collega è stato concesso il varco della porta della stanza antecedente a quella della presentazione. Infine l’idea di lasciare i mezzi d’informazione fuori è stata messa da parte e si è messo in atto una sorta di piano B: scortati da un addetto della sicurezza farci accedere in sala dal retro. Scendiamo in ascensore al piano terra ma giunti davanti le uscite di sicurezza le porte non si aprono! Centinaia di persone presenti nell’edificio, molte delle quali concentrate lungo le scale e all’ultimo piano e l’unica via di fuga è la porta d’ingresso. Lo stesso vigilantes ne è stupito e ci accompagna all’esterno reintrodurci nell’edificio dalla porta sul retro. Dopo quattro piani su per le scale antincendio accediamo alle spalle di Volo che sta firmando autografi: la conferenza, infatti, è finita.
Dulcis in fundo, Fabio Volo ha paura dei giornalisti. Non rilascia interviste, non parla con i giornalisti, non risponde a quesiti posti dai giornalisti, ma solo a quelli dei suoi fans. Un dettaglio di cui eravamo stati avvertiti in tempo. Le domande avremmo potuto farle solo durante la presentazione: quella a cui c’è stato impedito di assistere.