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La compagna: "Non l'hanno tutelato"


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davide di caro, stefania sapuppo, Cronaca
"Davide era una persona meravigliosa, unica. Era un uomo orgoglioso del suo lavoro, ma non l'hanno tutelato, non si può andare a lavoro e morire così. Non si può, non si deve". Così Stefania Sapuppo, la convivente di Davide Di Cara, il sottocapo della marina militare di 29 anni morto a Catania per la tromba d'aria che ha colpito la base di Maristaeli, ricorda il suo compagno. "C'eravamo visti di mattina - ricorda ai giornalisti davanti l'obitorio dell'ospedale Cannizzaro, dove è stata ricomposta la salma - mi ero alzata insieme a lui, ma Davide premuoroso come sempre mi aveva detto 'vatti a rimettere a letto che c'é freddò. E io l'ho abbracciato come tutte le mattine: 'buongiorno amore, buona giornata, ci vediamo piu' tardì, gli ho detto". "Ma poi l'ho visto in ospedale - aggiunge in lacrime Stefania Sapuppo - e l'amore mio era tutto distrutto. In 20 secondi hanno distrutto due famiglie". La compagnia del militare rivela che Davide da tempo aveva dei presentimenti nei confronti della morte: "Io faccio questo lavoro e sono a rischio della vita, mi diceva, quasi a presagire la morte. Ma Davide mi ripeteva. Io sarò il tuo angelo, sarò sempre con te".