Live Sicilia

Colpo grosso alla cassa dei Lo Piccolo

Le mani della mafia sugli alimentari
Sequestrati beni per oltre 273 milioni


Articolo letto 774 volte

VOTA
0/5
0 voti

giacalone, lo piccolo, palermo, sequestro, Cronaca
Beni per oltre 273 milioni milioni di euro sono stati sequestrati dal tribunale di Palermo: sono riconducibili a Giovanni Giacalone, 36 anni, accusato di mafia nell'ambito dell'operazione Addio pizzo che portò all'arresto di esponenti della cosca dei quartieri San Lorenzo e Tommaso Natale.

Il provvedimento eseguito dalla polizia e dalla guardia di finanza è stato emesso accogliendo le richieste avanzate dal procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e dal questore di Palermo Alessandro Marangoni. Il patrimonio è costituito principalmente da società che gestiscono numerosi supermercati con il marchio Eurospin e Qui Discount successivamente divenuto Mio Discount e da altre società del settore della distribuzione alimentare in genere, beni immobili, conti correnti e depositi bancari.

Giacalone, secondo gli investigatori ha ricoperto il ruolo di co-reggente della famiglia mafiosa di San Lorenzo, insieme a Massimo Troia figlio del boss Tullio Mariano Tullio. E' anche indagato insieme ai boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo di "trasferimento fraudolento di valori aggravato".

Sequestro preventivo anche per le società Pubblidea s.r.l. e Vision Maxischermi che secondo gli inquirenti sarebbero riconducibili ai Lo Piccolo. Le indagini sono state condotte attraverso l'esame incrociato di documenti, pizzini, libri mastri ed altro materiale sequestrato il 5 novembre 2007 nel covo dei Lo Piccolo e utilizzando le dichiarazioni di Francesco Franzese e di Antonino Nuccio e grazie alle intercettazione telefonica ed ambientali. (Ansa)