Live Sicilia

L'aggressione a Berlusconi

Gli occhi del carnefice


Articolo letto 676 volte


aggressione, duomo, silvio berlusconi, tartaglia, Cronaca
Abbiamo fissato a lungo il volto da Venerdì Santo di Silvio Berlusconi. Abbiamo letto ottime analisi sul rapporto tra corpo del leader, emozione e potere. Però, abbiamo dimenticato il resto: gli occhi del carnefice, le pupille dell'uomo che ha agito. Forse sbaglieremo e saremo smentiti, ma a noi pare che basti guardarle per capire che non ci può essere macchinazione dietro quegli occhi, perchè c'è l'innocenza della pazzia. E' lo sguardo di un uomo indifeso davanti a se stesso, sorpreso dal movimento delle sue mani. E' la decalcomania di una malattia mentale, di un disturbo, di un disagio.
Ecco perché dovremmo concentrarci pure sulle pupille dell'altro che raccontano la follia con un'evidenza che ispira pietà. Perché il disagio mentale, in Italia, è una piaga dimenticata. Un dolore che grida vendetta e che, ogni tanto, se la prende. Il labbro di Silvio Berlusconi guarirà. La tumefazione del volto sparirà. Perfino i denti saranno sostituiti da nuove protesi, più efficienti. In qualche modo sarà celebrato un lieto fine, magari agghiacciante. E qualcuno ricorderà l'evento, scrivendo un libro di storia o un articolo ambizioso.
Solo quegli occhi, gli occhi dell'altro, gli occhi del manifesto della follia, gli occhi di tutti i matti italiani serrati dentro una scatola d'oblio, verranno dimenticati. Abbandonati come cani randagi sul ciglio e agli incroci di mille strade che nessuno percorrerà mai più.