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Palermo, 65 arresti dei carabinieri

Fra Narcos e Cosa nostra


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67 arresti, bonaccorso, casano, droga, lo nigro, mafia, Cronaca
Lo smercio della droga avveniva in pieno giorno, per le strade del quartiere Brancaccio, periferia degradata di Palermo ad alta densità mafiosa. Nel viavai incurante della gente, tra il traffico e le bancarelle, i pusher vendevano hashish e cocaina a prezzi stracciati a clienti di ogni età. Anche a ragazzini poco più che adolescenti. Velocemente, non sapendo di essere osservati dai carabinieri, che per mesi hanno assistito al commercio, i minorenni porgevano il denaro agli spacciatori e infilavano le dosi nei loro zainetti. Un fenomeno allarmante, che si inserisce nel contesto di un'inchiesta che oggi ha portato all'arresto di 65 persone e alla scoperta di ben tre organizzazioni criminali dal fatturato milionario, che avevano agganci con la camorra e i narcos spagnoli e che operavano col benestare di Cosa nostra. "Il fenomeno è molto più diffuso di quanto si possa pensare - ha commentato il procuratore aggiunto di Palermo, che ha coordinato l'inchiesta - Teresa Principato - basti pensare che alcuni consumatori segnalati in questa operazione hanno appena 13 anni, Non dobbiamo commettere l'imperdonabile errore di considerare che sia solo una questione di ragazzini". Un grido di allarme condiviso anche dal comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Teo Luzi: "si tratta di giovani con basso o inesistente grado di scolarizzazione, provenienti da famiglie difficili. La droga rappresenta per loro una fuga da realtà difficili. Il suo commercio un trampolino per ottenere in poco tempo facile ricchezza". Dall'inchiesta è emerso che lo stupefacente giungeva in Sicilia, dalla Spagna, nascosto in container. Dalla penisola Iberica, la prima tappa era Napoli, nella zona di Marano, feudo dei clan camorristici Nuvoletta e Polverino. Poi, a bordo di Tir imbarcati sulla nave per Palermo, i panetti venivano trasportati nel capoluogo siciliano. Il tutto con la compiacenza di alcuni auotrasportatori e titolari di ditte di import-export. A Palermo sono stati individuati due depositi per lo stoccaggio della droga, entrambi nella zona di Brancaccio. Sono il retrobottega di una parruccheria e un magazzino in un condominio. E' qui che la droga veniva tagliata, confezionata e smistata ai pusher. A gestire il traffico, secondo il procuratore aggiunto Teresa Principato e i pm Marcello Viola e Amelia Luise, era la triade composta da Fabio Cucina (in passato arrestato per associazione mafiosa), Vincenzo Inzerra e Vincenzo Militello. Sarebbero stati loro a mettere in piede la rete di spacciatori che piazzava cocaina e hashish a Palermo, Villabate, Ficarazzi, Bagheria, Misilmeri, Belmonte Mezzagno, Termini Imerese e Cefalù. Il giro di affari raggiungeva i settantamila euro a sera. Dietro, secondo gli inquirenti, c'era la regia di Cosa nostra. Dalle indagini è emerso infatti l'avallo dei reggenti del mandamento palermitano di Brancaccio, area di origine dei tre gruppi criminali, Ludovico Sansone e Antonino Lo Nigro, arrestati nei mesi scorsi.