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Stamattina la seduta

Sssst, torna in scena l'Ars


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Dopo le ultime due caldissime sedute, coincise non a caso con la presenza di Raffaele Lombardo in aula, torna di scena il dibattito all’Ars, con un’insolita assemblea mattutina. Si riparte dunque dalle picconate di Lombardo contro gli ex alleati dell’Udc e del Pdl ufficiale e contro la linea politica del governo Berlusconi, troppo sbilanciata - secondo il leader autonomista - a favore del Nord. Già dalla seduta di oggi avremo qualche elemento in più per capire se il presidente della Regione potrà davvero formare un nuovo governo con il tanto chiacchierato appoggio esterno del Pd, che ha gradito la presa di distanza dell’Mpa nei confronti dell’esecutivo nazionale, o se invece dovrà tentare la tortuosa strada della riconciliazione con i lealisti. Una strada che, al momento, è appunto Lombardo stesso a escludere in modo categorico (“dovevano pensarci prima” è la formula che va ripetendo da quando si è consumata la rottura).
Dal canto suo, il segretario del Pd, Giuseppe Lupo, continua a mantenere un atteggiamento attendista, dichiarandosi personalmente contrario all’ipotesi di un appoggio esterno, ma senza chiudere del tutto la porta: “Sarà il partito a decidere il da farsi nell’assemblea di sabato. Verificheremo come il governo intende andare avanti”. Lunedì notte, nel frattempo, i democratici hanno votato in commissione Bilancio l’autorizzazione all’esercizio provvisorio che renderà possibile le proroghe dei contratti dei precari e il pagamento degli stipendi dei forestali, dei lavoratori della formazione e dell’antincendio. Un voto dato “per senso di responsabilità”, come affermato dallo stesso Lupo, il quale ha annunciato che il suo partito non voterà il rendiconto. Insomma, la delicata partita per la sopravvivenza del governo regionale prosegue. Dopo le risoluzioni dei giorni scorsi, la palla passa di nuovo a Lombardo. E.D.