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A proposito di Schifani

Se l'arbitro vuole segnare...


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, Politica
Non siamo mai stati teneri col governo Lombardo. Ne abbiamo stigmatizzato ritardi nella conduzione della macchina regionale e forsennate piroette che hanno finito col disorientare gli stessi attori della politica regionale. Ma altrettanto disorientati c'è da restare nel leggere che la seconda carica dello Stato, colui che fa le veci del Presidente della Repubblica in sua assenza, l'"arbitro" per antonomasia dell'attività parlamentare, ritenga opportuno, nel bel mezzo di una crisi politica locale, scendere in campo cercando di segnare il gol decisivo della partita. L'intervento di Schifani, che reclama un ritorno alle urne in Sicilia contro quelle che definisce "ipotesi di trasformismo", suona come qualcosa di più di un'invasione di campo. Non vorremmo che ci toccasse domani leggere una dura presa di posizione di Giorgio Napolitano su qualche querelle inerente il consiglio circoscrizionale di Posillipo.