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Scintille in Consiglio

L'opposizione insorge:
"Sindaco maneggione"


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consiglio comunale, diego cammarata, opposizione, Cronaca
Nuovo ricorso, dunque, accolto dal Tar contro l'aumento del 75% della Tarsu, la tassa sui rifiuti. A presentarlo, questa volta, non un singolo contribuente, ma le associazioni di categoria tra cui Confcommercio, Adiconsum e Confesercenti che, così stabilisce la sentenza dei giudici del tribunale amministrativo regionale, non dovranno sborsare un solo euro per le spese legali – pari a 10.000 euro – addebitate invece al Comune di Palermo. C'è di più: i giudici hanno trasmesso gli atti alla Procura della Corte dei conti, ravvisando la possibilità di un danno all'erario provocato dalla delibera di giunta dello scorso novembre, che ripristinava l'aumento della Tarsu al 75%, a dispetto di quanto indicato qualche settimana prima dalla precedente sentenza del Tar. Mentre molti consiglieri hanno appreso la notizia direttamente in sala delle Lapidi, ieri sera durante il consiglio comunale, qualcuno tra i rappresentanti dell'opposizione non ha mancato l'occasione per puntare il dito contro il primo cittadino: “ci ritroviamo – ha detto il capogruppo dei democratici, Davide Faraone (nella foto)– ad affrontare una situazione economica disastrosa, e senza precedenti, per colpa di un sindaco maneggione che si dimostra ogni giorno di più in ogni sua azione, assolutamente inadeguato al ruolo che ricopre. Si deve dimettere immediatamente per andare ad elezioni in primavera, e dare un governo politico e responsabile a questa città”. Anche Nadia Spallitta, Un'Altra Storia, è subito intervenuta contro la giunta capitanata da Cammarata, annunciando che “come gruppo Un’Altra Storia proporremo una mozione che preveda l’automatica restituzione delle somme illegittimamente incamerate dal Comune e non dovute dai cittadini”.
Maestre d'asilo
Undici in totale le maestre d'asilo stabilizzate ieri sera in sala delle Lapidi, grazie a una delibera votata all'unanimità dai presenti in aula, appena 21 consiglieri, uno in più del numero legale. Tanti gli assenti, infatti, a palazzo delle Aquile, dove si sarebbe dovuta discutere la delibera per la ricapitalizzazione di Amia, slittata alla prossima settimana in assenza dei pareri dei periti sul valore di immobili del Comune e azioni di Amg da cedere alla municipalizzata d'igiene ambientale. Quando però, dalla nuova maggioranza è arrivata la proposta di discutere per prima la delibera sulla stabilizzazione delle docenti, i lealisti del Pdl sono insorti: “non contro la delibera – ha precisato Stefania Munafò – ma rispetto all'ordine di priorità di questo consiglio. L'emergenza della città in questo momento è Amia e nella discussione generale bisognava partire da quello. La delibera sulle maestre d'asilo si sarebbe anche potuta trattare più avanti nel corso della seduta”. Niente ostruzionismo, comunque, da parte dei “lealisti”, che sono usciti dall'aula in segno di protesta, ma alla fine hanno contribuito alla votazione del provvedimento: se non fossero rientrati in aula i consiglieri Milazzo e Miceli, infatti, non si sarebbe raggiunto il numero legale e la seduta sarebbe stata sospesa.