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Abuso d'ufficio, indagato il procuratore di D'Agata


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Il procuratore di Catania, Vincenzo D'Agata, è stato iscritto nel registro degli indagati per abuso d'ufficio da parte della Procura di Messina. Al centro dell'inchiesta ci sarebbe il pagamento di somme dovute alla moglie e alle cognate del procuratore D'Agata dal Comune di Catania, che non pagava l'affitto perché senza fondi. L'episodio emerge dall'inchiesta sul buco in bilancio nel corso di intercettazioni telefoniche a Bruno disposte proprio con il visto del capo della Procura etnea."Sono sereno - ha detto D'Agata -, tanto che sono stato io stesso a chiedere la trasmissione degli atti ai colleghi di Messina per evitare che sulla vicenda possano rimanere zone d'ombra".

Secondo la ricostruzione del procuratore, da Roma furono inviati dei fondi al Comune, ma sarebbero stati non vincolati, per fare fronte all'emergenze affitti dei locali per uso giudiziale, come il palazzo che ospita il Tribunale per il lavoro di via Verona, di cui è proprietario un cugino del magistrato.

Per questo motivo avrebbe preso contatti con Bruno per "evitare l'aggressione" dei fondi.  Tra i pagamenti effettuati anche quelli dei locali affittati dalla moglie e dalle cognate del procuratore al Comune, che sarebbero stati sbloccati anche a fronte "della rinuncia di una parte consistente del credito". Ma, secondo l'accusa, Bruno per potere disporre il pagamento avrebbe dichiarato il falso, sostenendo che la destinazione dei locali era per uso giudiziale.