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Il dottor Sottile

Ecco i rospi che il Pd dovrà baciare


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Le malelingue piu' perfide hanno messo in giro una battuta. Dicono che nelle prossime ore l'assemblea siciliana del Partito Democratico decidera' in via definitiva di abbandonare i banchi dell'opposizione per trasferirsi in quella zona nebbiosa che non e' ne' l'appoggio esterno ne' l'appoggio interno ma un puro e semplice "sostegno alle riforme". Una formuletta salva-coscienza con la quale il Pd entra comunque nella stanza dei bottoni: non proprio nel piano nobile di palazzo d'Orleans, dove danza il presidente della Regione con i suoi assessori, ma nelle stanze piu' basse, quelle che al tempo dei Borboni erano abitualmente assegnate alla servitu'. Da qui la perfidia delle malelingue: "Nascera' il governo Dell'Utri-Lumia", dicono. E cosi' dicendo fanno strame di un principio sacrosanto come la presunzione d'innocenza per Dell'Utri, condannato a nove anni per mafia, ma solo in primo grado. E poi, diciamolo pure, Giuseppe Lumia, senatore tra i piu' ascoltati dall'antimafia militante, ha un suo rapporto privilegiato con Gianfranco Micciche'. Che colpa ne ha lui se poi Micciche' va dicendo in giro che dietro le sue scelte "c'e' stato, c'e' e ci sara' sempre Marcello Dell'Utri"? Le colpe dei padri, sostengono i garantisti piu' sinceri, non possono mai ricadere sui figli. Perche' la regola non dovrebbe valere anche per Lumia?
Fatte queste puntualizzazioni, c'e' da dire pero' che, oltre a Dell'Utri, il Pd avra' da baciare ben altri rospi. Intanto dovra' far finta di credere al riformismo di Lombardo. Il presidente della Regione sara' pure un uomo di tenace concetto ma di sicuro non e' un uomo di chiara e precisa affidabilita' politica. Si e' fatto leghista quando c'era da chiudere l'accordo con Bossi, e' diventato di estrema destra quando gli e' convenuto accordarsi con Storace, ha fatto il democristiano quando era un affare amministrare la Regione con Cuffaro, ha indossato la casacchetta berlusconiana quando gli e' stata offerta l'opportunita' di diventare il Governatore della Sicilia, si e' scoperto autonomista con Micciche' quando bisognava defenestrare Cuffaro e spogliarlo di tutto il suo potere. Conquistato tutto cio' che c'era da conquistare, ora Lombardo ha il problema di mantenere ben stretto nelle sue mani l'immenso patrimonio, politico e clientelare, strappato agli ex alleati. E, non avendo piu' una maggioranza sulla quale galleggiare, ha dichiarato solennemente la prematura morte del centrodestra e si e' spostato a sinistra. Talmente a sinistra da volere subito formare un governo "con chi ci sta".
Il Pd ci stara', eccome. C'e' stato quando l'amore era clandestino e gli accordi venivano presi sottobanco da Antonello Cracolici, capogruppo all'Assemblea regionale, figurarsi ora che e' arrivata persino la mezza benedizione di Pierluigi Bersani. Resta un solo dubbio: e' sicuro, il segretario nazionale, che cosi' facendo evitera' la spaccatura del partito? E' sicuro che l'altra antimafia - quella di Rita Borsellino, tanto per essere chiari - accettera' di baciare gli stessi rospi inseguiti e baciati, con tanto spasimo, da Lumia e Cracolici?