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L'assemblea del Pd

Approvato il documento programmatico
Sì al sostegno esterno per le riforme


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E' stato approvato oggi pomeriggio il documento programmatico del Pd. Il piano votato quasi all'unanimità prevede, tra le altre cose, il sostegno esterno al Governo per quanto concerne il piano delle riforme.

Tornano ad accendersi i riflettori sui lavori interni al partito dei democratici. Dopo la lunga stagione delle primarie, il Pd attira di nuovo a sé l’attenzione, su quella che in un’altra fase politica avrebbe potuto essere soltanto una giornata dedicata alla riorganizzazione del partito. Ma questa mattina all’Astoria Palace si riunirà per la seconda volta l’assemblea regionale eletta, appunto, con le primarie, questa volta per riorganizzare la struttura partitica regionale. Nella riorganizzazione, il Pd potrebbe anche decidere quale delle due linee interne e contrapposte fare propria: quella filo governativa capitanata dall’asse Cracolici/Lumia, oppure quella contraria all’inciucio col governo Lombardo – Miccichè, guidata dagli eletti nella lista di Rita Borsellino a sostegno di Lupo. E mentre l’anomalia sicula ha attirato durante gli scorsi giorni le attenzioni degli inquilini dei Palazzi della capitale, anche dai massimi vertici nazionali dei democratici piovono suggerimenti sul da farsi. A cominciare dal leader nazionale Pierluigi Bersani, che ha voluto incontrare personalmente Giuseppe Lupo e Antonello Cracolici, a Roma, per discutere lo strano caso del dottor Lombardo e mr. Raffaele: “Di fronte al fallimento del centrodestra siciliano – ha detto Bersani – il Pd intende verificare se, nella chiarezza dei ruoli, già a partire dai prossimi mesi, ci saranno le condizioni all´Ars per realizzare insieme le riforme necessarie ad affrontare la drammatica situazione economica e sociale dell´isola, cominciando dalla esplosiva emergenza rifiuti”. E se l’apertura di Bersani fa ben sperare l’ala collaborazionista del Pd, a prendere le difese dell’ala contraria all’inciucio è sceso in campo Walter Veltroni: “l’idea che il Pd – ha detto il padre fondatore dei democratici – possa sostenere una giunta composta da Lombardo e Miccichè è, per quanto mi riguarda, da escludere”.  Insomma, il dibattito dentro l’universo democratico è ancora aperto. Resta da capire chi si aggiudicherà l’ultima parola.