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Il 5 febbraio l'udienza preliminare per concorso esterno

Inizio d'anno di fuoco per Cuffaro


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cuffaro, mafia, palermo, processo, Cronaca
Il gip del tribunale di Palermo ha fissato per il prossimo 5 febbraio l'udienza preliminare in cui si deciderà se Totò Cuffaro dovrà essere processato anche per concorso esterno in associazione mafiosa. Si tratta di un'inchiesta parallela al processo "Talpe alla Dda". Il fascicolo, in mano al pm Nino Di Matteo, era stato aperta dopo una spaccatura della procura sul capo di imputazione da contestare a Cuffaro. Secondo la procura l'ex governatore avrebbe intrattenuto rapporti con membri di Cosa nostra per ottenerne l'appoggio elettorale e ne avrebbe assecondato anche i 'desiderata'. In particolare la candidatura, per le elezioni regionali del 2001, di Domenico Miceli - condannato in appello per concorso esterno - nella lista del Cdu e quella di Giuseppe Acanto nella lista del "Biancofiore". Secondo gli inquirenti, rispettivamente , su indicazione di Giuseppe Guttadauro (capomandamento di Brancaccio) e Nino Mandalà (capomafia di Villabate). Nell'inchiesta anche riferimenti a presunti rapporti con Maurizio Di Gati, capomafia di Agrigento, e Franco Bonura, sottocapo della famiglia di Uditore, arrestato nel 2006 come membro della triumvirato che comandava Palermo.
Nella richiesta di rinvio a giudizio si citano anche le fughe di notizie al centro del processo sulle "Talpe" che è giunto alle fasi finali del processo d'appello. Ieri è stato il turno delle arringhe difensive. L'avvocato Nino Caleca, legale dell'ex governatore, ha sostenuto che Cuffaro non ha rivelato notizie riservate, "non c’è prova – ha detto – che abbia appreso le informazioni riservate e che le abbia poi trasmesse. Non c’è comunque prova che egli volesse agevolare e favorire Guttadauro e Aiello”. Questo processo riprenderà il 14 gennaio con l’altro legale di Cuffaro, Nino Mormino. Nell’udienza successiva, ancora da fissare, ci sarà la sentenza. Sarà un inizio d'anno di fuoco per il senatore dell'Udc.