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"Eos 2"

"Cosa nostra non è sconfitta"


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, Cronaca
Dopo le ultime catture e le recenti indagini sul sistema delle estorsioni, Cosa Nostra attraversa uno stato di difficoltà innegabile. Grazie al costante e perdurante lavoro della magistratura e delle forze dell'ordine si è ricostruito l'organigramma delle varie famiglie, a livello di capi, quadri ed anche di seconde e terze linee. Nonostante ciò, "sarebbe sbagliato parlare di mafia debellata o sconfitta". Con queste parole il procuratore capo di Palermo Francesco Messineo, ha commentato gli arresti di queste ore che hanno portato al fermo per indiziato di reato di nove appartenenti ai mandamenti di Resuttana e Tommaso Natale-San Lorenzo. Durante la conferenza stampa di stamane, sono stati resi noti ulteriori particolari sulle indagini condotte in  dai Carabinieri del Reparto operativo di Palermo e dagli uomini del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, coordinati dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dai sostituti della locale Dda Sava e Del Bene. Secondo Messineo le dimensioni del fenomeno del racket "sono ancora non del tutto note, visto che quello che emerge è solo la classica punta dell'iceberg". A detta di Teo Luzi Comandante Provinciale dei Carabinieri di Palermo, dalle indagini che hanno portato alla retata di oggi svolte attraverso pedinamenti ed intercettazioni telefonoche ed ambientali, emerge chiaramente "la centralità strategica dell'attività estorsiva messa in atto da Cosa Nostra, sia per esercitare un controllo pressante sul territorio, sia per reperire la liquidità necessaria al vincolo di solidarietà interna." Luzi ha, poi, sottolineato l'importanza della collaborazione tra le forze dell'ordine: "Abbiamo evitato sprechi e agito in maniera tempestiva, grazie al perfetto coordinamento tra Carabinieri e Guardia di Finanza ed alla attività di raccordo svolta dalla Direzione Distrettuale Antimafia". Il tenente colonnello Massimo Sobrà che guida la sezione palermitana del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, ha, invece, ricostruito la struttura organizzativa dei mandamenti interessati dai fermi odierni: "Molti degli arrestati erano sottordinati di Provenzano Giuseppe ( già arrestato dalle Fiamme gialle), vice-capomandamento della famiglia di San Lorenzo, ed erano dediti, fino ai primi di dicembre, alla organizzazione e realizzazione di estorsioni ai danni di commercianti della città".