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Operazione "Eos 2", le intercettazioni

Il pizzo alla pescheria


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, Cronaca
Domenico Alagna e Giuseppe Crisafi sono accusati dell’estorsione (non consumata) ai danni di una pescheria di viale Strasburgo. Colla nei lucchetti e minacce di aggressioni fisiche. L’attak è stata applicato lo scorso 3 dicembre. Ma l’1 ottobre precedente, “Vicè” – che gli inquirenti identificano con l’amministratore della pescheria – secondo il colloquio fra Alagna e Crisafi, doveva portare dei soldi. L’appuntamento è poi saltato. Lo stesso amministratore, infatti, avverte uno dei due arrestati dell’operazione. “Te l'ho risolto... praticamente sto salendo a Marsala a prendere tonnina che la devo consegnare perché me la pagano contanti... l'hai capito che cosa ho dovuto fare?”.

La dazione di danaro slitta, dunque, al giorno successivo, in cui l'amministratore si lamenta dell'eccessiva pressione esercitata da Crisafi. “Io mi pare che io personalmente quando prendo un impegno con un cristiano lo mantengo – dice la vittima ad Alagna - gli altri non mi interessa, mi ha telefonato 'u guccione' (soprannome di Alagna, ndr)... ah mi ha telefonato Mimmo... mi ha detto 'all'una si va a mettere l'assegno là...in banca' ma non l'ho capita questa? (...) ma io ho preso un impegno e ti ho detto più tardi sono lì basta! risolto è stato...il problema”.

L'appuntamento continua a slittare, tanto che Crisafi decide di prendere l'iniziativa e comunica gli esiti ad Alagna. “Io ci sono andato là e mi ha detto, mi ha preso per fesso che era a Marsala e invece era con la moglie di quello... e stasera gli ho 'abbanniato' (gridato, ndr) che lo allavango (riempio, ndr) di sangue, stasera gli devo andare a casa, 'stasera ti allavango di sangue' gli faccio io e mi ha bloccato il telefono, ora ci sta andando lui a casa e mi deve chiamare, sono a casa, aspetta a me stasera...”.

La consegna del denaro non avviene e il 16 ottobre l'amministratore della pescheria richiama Alagna. “Questa degna persona, che si è andato a rivolgere a Davide e gli ha detto...'prende la mazza... perché non ci vai con la mazza'...deve venire da me con la mazza?” chiede il commerciante. “Ma da me deve venire con la mazza? Se vogliono fare discorsi io me la fido, perché poi le bontà non è che le devono scambiare per scimunitagine! (...) prende la mazza! Dove la prende la mazza, a casa sua la può prendere la mazza, se poi dobbiamo fare i cristiani quelli che siamo, li facciamo...se dobbiamo fare gli educati li facciamo pure...”

Il 2 dicembre, il giorno prima che venga messo l'attak, Crisafi comunica ad Alagna “che ci sono cose gravi. Che quel figlio di puttana... sali e scendi con l'assegno”. Alagna svela il suo vero volto: “Ma perché non gli rompi le corna?”. “Ora è chiuso – risponde Crisafi - la bottega di là sto venendo! La bottega è chiusa! Domani mattina vengo per impegno, non ti preoccupare!”. “Va bene! rompigli le gambe rompigli!” chiude Alagna.

Poi l'attak e poco prima, il 24 novembre, l'auto del commerciante è stata rubata. Gli inquirenti non escludono che anche questo sia un atto di intimidazione.