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Il conduttore tv intervistato da Klaus Davi

Maurizio Costanzo: "Un errore
pendere dalle labbra dei pentiti"


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Un errore "pendere dalle labbra dei vari Spatuzza e Graviano": intervistato da Klaus Davi per il suo programma tv in onda su Youtube, Maurizio Costanzo torna a parlare di mafia e dell'attentato di cui fu vittima nel '93 a Roma. ''Tentarono di colpire me e la mia famiglia con un attentato e non Michele Santoro - spiega - perché con i miei programmi entravo nelle famiglie dei mafiosi, parlavo alle loro mogli e ai loro figli". Ma dice la sua anche sui giudici ("L'associazione nazionale magistrati farebbe bene a fare proposte e non limitarsi ad inseguire ciò che dicono i politici") e su Marcello Dell'Utri ("é molto provato"). "Le mie trasmissioni rappresentavano la cultura vera, trasversale, popolare, mentre Santoro era più di nicchia", sostiene Costanzo. Che spiega di non credere alle rivelazioni del pentito Spatuzza, "Mi ha fatto sorridere, perché in lui c'é un rispetto assoluto, mi chiama dottor Costanzo, ma avrebbe fatto meglio ad avere maggior rispetto per Falcone, che non ha mai chiamato 'dottor Falcone''. Falcone e Borsellino, "non avrebbero mai partecipato a varietà o talk pomeridiani", ricorda, "Detto questo - sottolinea commentando le dichiarazioni del ministro della giustizia Alfano - mi sembra anche esagerato dire che i magistrati stiano sempre in televisione". Infine Dell'Utri: "Mi ha fatto impressione vederlo in tv alcune sere fa nel programma di Vespa - nota Costanzo - Umanamente, mi è dispiaciuto anche perché comprendo tutto quello che sta vivendo in questi anni".