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Borgo Vecchio, l'imputato può partecipare al processo


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E' capace di intendere e di volere e può partecipare coscientemente al processo Gaetano Vincenzo Cinà, accusato, insieme ai figli Massimiliano e Francesco, di avere ucciso nella piazza del rione popolare del Borgo Vecchio di Palermo, nel 2002, Antonino Lupo e Vincenzo Chiovaro. Il perito, incaricato dalla corte d'assise, su richiesta della difesa dell'imputato, ha stabilito che le condizioni mentali del presunto omicida non gli impediscono di essere presente al dibattimento. Una valutazione che ha indotto i giudici a respingere la richiesta di sospensione del processo, avanzata dai legali Marco Clementi e Tony Palazzolo, e a ordinare la prosecuzione delle udienze. Al processo di oggi i difensori hanno eccepito la nullità della richiesta di rinvio a giudizio e dell'inutilizzabilità di alcune intercettazioni. Sulle istanze la corte si pronuncerà all'udienza dl 12 gennaio. A fare luce sul duplice omicidio, per anni rimasto impunito, nonostante al delitto assistettero decine di testimoni, è stato il fratello del collaboratore di giustizia Antonino Nuccio che sarebbe stato presente al momento dell'assassinio. Secondo la ricostruzione dell'accusa i tre Cinà accoltellarono le vittime perché gli avevano rubato uno scooter.