Live Sicilia

Il retroscena

La nuova giunta
tra Pd e alti dignitari


Articolo letto 507 volte

VOTA
0/5
0 voti

, Politica
“Oramai aspetto solo che mi buttino fuori”. E’ quanto va confidando ai suoi amici di partito Mario Milone, l’ex vicesindaco di Palermo ed assessore in carica al Territorio ed Ambiente. Per lui e per Antonino Beninati, l’altro assessore di provenienza cosiddetta lealista nel Pdl, cioè la componente Alfano-Schifani, sono giorni contati, nel senso politico ovviamente. Nessuna pallida schiarita o trattativa più o meno sotterranea è servita a smuovere il governatore Raffaele Lombardo, spalleggiato dall’eretico Gianfranco Miccichè che stragiura che il suo capo carismatico Silvio Berlusconi non lo sconfesserà mai, dalla decisione di procedere col governo di minoranza appoggiato dal Pd all’esterno.
Semmai, e sul filo del rasoio, si svolgono altre trattative coi pidiini per trovare la giusta via che li accontenti senza per questo che si possa affermare agli occhi dell’opinione pubblica nazionale che il Pd è ufficialmente rappresentato in giunta. Un gioco dei paradossi, dell’esserci senza apparire, che sarebbe piaciuto a Pirandello e Sciascia che anzi ne avrebbero tratto nuova linfa per i loro ragionamenti.
Perché è ovvio che il Lombardo ter dipenderà dai voti in aula dei ventinove parlamentari pidiini – lo ripetiamo fino all’ossessione che il Pd si ritrova primo gruppo parlamentare a sala d’Ercole - , ma in cambio di che ? Di alcune riforme, a partire da quella dei famigerati Ato rifiuti. Il deputato regionale Giovanni Barbagallo, decano dei parlamentari pidiini, esclude decisamente che il segretario regionale Giuseppe Lupo ed il  capogruppo Antonello Cracolici, siano stati contattati per esprimere nomi o preferenze: “Nessuno di noi ha mai espresso nomi, né lo farà” ci ha dichiarato Barbagallo.
Nel frattempo, appare certo che Mario Bonomo, il deputato messinese che ha aderito ad Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli non entrerà nella coalizione, per questioni di opportunità politica. Né da solo risolverebbe le cifre della maggioranza. E allora si conferma che i due nuovi assessori del Lombardo ter saranno due alti dignitari della Regione, profondi conoscitori della macchina organizzativa. In questo modo Lombardo potrebbe ulteriormente difendere la propria linea di un governo più tecnico che politico e quindi aperto di volta in volta a soluzioni che magari provino a ricoinvolgere il Pdl su questioni determinanti come è accaduto la settimana scorsa col varo dell’esercizio provvisorio 2010 e del decreto salva precari.
Dal canto loro i pidiellini si apprestano ad accomodarsi sugli inconsueti, per loro, scranni dell’opposizione. “Quello che si sta consumando è offensivo della volontà degli elettori siciliani – ci ha confermato il vicecapogruppo Salvo Pogliese –. Ormai è certo: usciamo dalla giunta”.