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L'omelia dell'arcivescovo Romeo

"Vicini ai lavoratori
di Termini e Cantieri"


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, Cronaca
"Tutti avvertiamo la minaccia e l'oppressione delle tenebre che ci stanno intorno. Davanti a noi stanno situazioni e conseguenze spaventose di una crisi che compromette il futuro e la serenità di migliaia di famiglie. Non posso non sentirmi vicino allo scoraggiamento degli operai dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, su cui grava all'orizzonte lo spettro di una drammatica chiusura, a quelli dei Cantieri Navali di Palermo, per i quali scarseggiano le commesse". Lo ha detto l'arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo, nella sua omelia pronunciata a Natale in cattedrale. "Non posso non pensare alla situazione della nostra agricoltura siciliana - ha aggiunto - ormai ridotta in ginocchio dalla mancanza di politiche economiche e produttive adeguate. Non posso non pensare alle tante attività commerciali costrette a chiudere i battenti e all'emorragia di tanti giovani volenterosi - le nostre forze migliori - che, con tristezza, lasciano questa nostra amata Terra". Malgrado i traguardi raggiunti nella repressione dell'illegalità, ha proseguito Romeo, "tutti poi avvertiamo l'assurdità del persistere della violenza e dell'ingiustizia. Vediamo pure il degrado morale in cui la nostra società' versa, che sembra erodere irrimediabilmente quel patrimonio umanistico e cristiano consegnatoci dai nostri padri. Tutti avvertiamo che il futuro delle nuove generazioni, in queste condizioni, appare fortemente ipotecato".