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I giovani del Pdl raccontano il blitz all'Ars

Camomilla, camicia di forza
I regali dei 'figli' ai 'padri'


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Hanno regalato la camomilla per farli calmare e viaggi a Lourdes "perché solo un miracolo li può fare cambiare". In un inatteso "blitz" alla vigilia di natale i militanti della "Giovane Italia", l'associazione giovanile del Pdl, con berretto da babbo natale in testa, si sono presentati all'Ars con pacchi dono per tutti, compresi i loro "padri".

"Regali che possono servire a spronarli perché la crisi non è solo loro ma anche nostra, la viviamo anche noi in tutte le nostre attività. Il messaggio è di darsi una svegliata"  racconta Giancarlo Russello, appena nominato portavoce regionale del movimento giovanile del Pdl, che riconosce la paternità dell'iniziativa all'ala degli ex An e a Mauro La Mantia, presidente regionale della "Giovane Italia".

"Un'azione provocatoria, goliardica" la definisce La Mantia "contro questa classe politica regionale assolutamente criticabile, inadeguata al momento politico, che si divide, spaesando i giovani elettori ma anche tutti gli altri". Il riferimento è alla scissione fra i cosiddetti "lealisti" e i "ribelli" di Micciché. "Noi non ci scheriamo, anche perché al nostro interno ci sono persone che hanno i loro referenti, ma questi due gruppi su cosa si dividono? Sul modo di gestire l'economia in Sicilia? Sulle riforme? No, è un problema di poltrone" spiega il giovane leader politico. "Per questo diciamo che è una classe inadeguata al momento".

I regali. La camomilla, per riportare alla calma alle due frange del Pdl. Viaggi a Lourdes perché “solo un miracolo li può cambiare”. Il pallottoliere per il presidente Raffaele Lombardo e l’Mpa, “perché hanno perso il conto delle persone piazzate nel sottogoverno regionale”. Una bussola per il Pd, per orientarsi e capire se fanno opposizione o entrano nel governo. Ai deputati dell’Udc una camicia di forza, “da buoni vecchi democristiani, avendo perso il potere alla Regione e in ambito nazionale, hanno attacchi di follia”. Poi anche i “Ghostbusters” (gli acchiappafantasmi) indirizzati particolarmente ai componenti della commissione Statuto, “presieduta da uno dei nostri e finita sui giornali perché non si riunisce mai e ci costa migliaia di euro senza che produca nulla. Queste non sono le cose per cui vogliamo finire sui giornali - dice La Mantia - noi dovremmo dare l'esempio e non produrre scandali degni della prima Repubblica”. Infine anche una lista dei laureati palermitani. “Non c'è più un concorso, hanno piazzato tutte le persone in tutti i posti disponibili. A questo punto, se devono raccomandare qualcuno, che sia una persona valida, invece di lasciare che i giovani vadano via dalla Sicilia”.

Buone letture natalizie. A tutti i componenti dell'Ars, poi, i ragazzi hanno regalato una copia de "I complici", il libro di Lirio Abbate e Peter Gomez che parla delle connessioni fra mafia e potere politico durante la latitanza di Bernardo Provenzano. "E' un regalo simbolico" commenta La Mantia, "perché è un libro importante dove si vede come i partiti, in maniera trasversale, non sono immuni da certe frequentazioni. Questo ci dice come bisogna sempre stare con gli occhi aperti con la mafia 'quotidiana'. Uno di Milano - continua - in campagna elettorale ci può cascare ma non un politico del posto, che deve sapere con chi ha a che fare. Il libro è importante perché la classe politica citata è la stessa che sta al governo e perché contiene fatti, al di là del rilievo penale, che dimostrano come chi fa politica non si può permettere di fare affari con certa gente. Se n'è accorta la società civile, la magistratura, le forze di polizia e anche la classe imprenditoriale, ma la politica è in netto ritardo. E un governo debole, come quello che abbiamo, non fa che aiutare la mafia. Oggi più che mai il Pdl dovrebbe inserirsi e invece si 'sciarriano' per cosa? Per le poltrone".

Infine una frecciatina. "Abbiamo preso in giro tutti i partiti ma abbiamo voluto dimostrare di più, perché scommetto che i giovani del Pd una cosa del genere non l'avrebbero mai fatta. Quella di criticare il proprio stesso partito irridendolo pubblicamente".