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La lettera del comandante Teo Luzi

L'appello: "Nel 2010 battiamo il racket"


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carabinieri, palermo, pizzo, racket, Cronaca
“Le molteplici attività preventive e investigative condotte dai Carabinieri nel 2009 costituiscono la vera testimonianza dell’impegno profuso, giorno dopo giorno, dal personale di questo Comando Provinciale a tutela dei cittadini. In particolare nel contrasto alla mafia, le diverse operazioni condotte - a seguire dall’indagine "Perseo" che sul finire del dicembre 2008 ha portato in carcere circa 100 persone indiziate di voler ricostituire la “cupola mafiosa” - hanno contributo ad infliggere un doro colpo a Cosa Nostra palermitana.

La specifica attività investigativa dimostra come negli ultimi anni le Forze di Polizia, in un’alternanza di risultati operativi di assoluto rilievo, facciano sistema con la magistratura al fine di assicurare il miglior contrasto alla criminalità organizzata. Non bisogna lasciarsi andare a facili trionfalismi ma occorre guardare avanti con concretezza. Tre sono le linee strategiche per il 2010: combattere il racket delle estorsioni, catturare gli ultimi latitanti di spicco e sequestrare patrimoni mafiosi.

Le estorsioni sono una vera e propria piaga ai danni dell’imprenditoria palermitana. L’operazioni condotte costituiscono un’importante dimostrazione che il momento storico in cui viviamo è assolutamente favorevole per uscire dalla morsa del racket. Le Forze di polizia hanno maturato una tale esperienza nel settore che sono perfettamente in grado di proteggere coloro che denunciano e i loro beni aziendali. Oggi esistono delle norme che favoriscono ogni tutela personale e che offrono incentivi economici da parte dello Stato a favore di coloro che decidono di denunciare.

Oggi gli imprenditori che hanno fatto questa scelta sono diverse decine, ancorché siano pochi rispetto all’entità del fenomeno criminale: rivolgiamo quindi nuovamente l’appello a tutti coloro che continuano a pagare il pizzo, e che quindi ne sono le vere vittime, a recarsi presso gli uffici di polizia per denunciare casi d’intimidazione. L’Arma dei Carabinieri, in un rapporto dialogico con le associazioni di categoria, farà la sua parte.

La cattura dei latitanti è un’altra priorità operativa perché occorre interdire l’azione di mafiosi che con la latitanza acquistano, giorno dopo giorno, prestigio criminale. Infatti nell’ambito di “Cosa Nostra” il latitante diviene nel tempo figura emblematica perché acquisisce prestigio nel sottrarsi alla detenzione, divenendo così elemento di aggregazione criminale. Arrestare i latitanti significa indebolire l’organizzazione mafiosa.

Infine i sequestri e la confisca di patrimoni sono necessari per assicurare la libera concorrenza, la trasparenza dei mercati e indebolire “Cosa Nostra”. Pertanto l’aggressione ai patrimoni mafiosi costituisce uno dei principali obiettivi della lotta alla mafia del’Arma dei Carabinieri. Il contrasto alla criminalità organizzata non può prescindere dall’individuazione e confisca di patrimoni, perché la loro disponibilità da grande potere ai mafiosi”.

Nel 2010 i Carabinieri, inoltre, dedicheranno energie anche al contrasto alla criminalità comune che, specie negli ultimi mesi, si è manifestata più aggressiva. In particolare saranno incentivati i servizi contro i reati predatori (scippi, piccole rapine ecc..) che incidono negativamente sulla percezione di sicurezza del cittadino. Vi è la consapevolezza che il cittadino vuole la sconfitta della mafia ma, al contempo, desidera sentirsi sicuro durante l’espletamento delle proprie attività quotidiane”.