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I coordinatori Castiglione e Nania

Insorge il Pdl ufficiale
"Berlusconi chiarisca questo equivoco"


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, Politica
La 'rottura' fra il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, e il 'Pdl ufficiale' si è consumata definitivamente questa sera. Dal terzo governo regionale nato in questa legislatura, è uscito anche il Pdl. Nello scorso rimpasto era toccato all'Udc, che pure aveva sostenuto e voluto Lombardo al governo della Regione, lasciare la compagine governativa. Dopo il voto contrario sul Dpef da parte del Pdl, che Lombardo ha inteso come un 'ribaltone' i rapporti fra il governatore e la parte 'ufficiale' del Pdl si sono rotti in maniera insanabile. Non così, invece, con gli esponenti del 'Pdl Sicilia' vicini al sottosegretario Gianfranco Micciché. E così questa sera altri due tecnici sono entrati a far parte della giunta dopo Massimo Russo, Caterina Chinnici, Gaetano Armao e Marco Venturi. Si tratta di Pier Carmelo Russo e Mario Centorrino. L'ufficializzazione dei nomi della nuova giunta con l'ingresso di persone vicine al Pd ha provocato la dura reazione dei coordinatori regionali del Pdl. Con la nascita della terza Giunta regionale in diciotto mesi, quasi record da prima Repubblica ed in procinto di prepararci all'annunciato prossimo quarto governo, il quadro è sempre più chiaro: "Chi ha perso le elezioni oggi si trova alla guida della Regione. Grazie alle scelte del presidente Lombardo, quindi, 'chi perde vince e chi vince perde'. Il Pd è ufficialmente in Giunta e pur di far parte di questo esecutivo subisce anche la riconferma di Armao, di cui aveva chiesto persino le dimissioni per presunte incompatibilità nel ruolo d'assessore". Commentano così i coordinatori regionali del Pdl, Giuseppe Castiglione e Domenico Nania, la nuova composizione di governo appena annunciata. "Abbiamo chiesto al presidente Berlusconi un incontro urgente perché si esca dall'equivoco e si stabilisca quale debba essere il nostro comportamento rispetto al 'ribaltone' - annunciano i coordinatori regionali -; 'ribaltone' che è stato perpetrato - ricordano - non nei confronti dei partiti ma degli elettori".