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Il rapimento di Cicala, nelle mani di Al Qaeda

Riserbo alla Farnesina,
la famiglia aspetta e non parla


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La Farnesina mantiene il suo ''tradizionale riserbo'' anche dopo la rivendicazione, questa mattina da parte di Al Qaida, del rapimento - avvenuto giorni fa in Mauritania - di una coppia di italiani. Lo hanno ribadito fonti del ministero degli Esteri, sottolineando la continuità di una linea adottata anche in analoghe vicende precedenti. Al Qaida ha rivendicato la paternita' del sequestro di Sergio Cicala (siciliano di 64 anni) e della moglie Philomene Kabore (originaria del Burkina Faso ma di nazionalita' italiana), attraverso un messaggio audio datato 27 dicembre e diffuso oggi dalla tv satellitare Al Arabyia.

Bocche cucite anche in casa dei familiari di Sergio Cicala. Alexia, la figlia dell'uomo, che vive a Carini, in provincia di Palermo, non ha voluto commentare la notizia della rivendicazione di Al Qaeda del sequestro e la pubblicazione, sul sito di Al Arabiya, di una fotografia della coppia. La giovane non risponde al telefono e il fidanzato dice che: ''per il momento la famiglia non intende rilasciare dichiarazioni''. ''E' un passaggio delicato - spiega - attendiamo sviluppi''