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Il nuovo governo

La lunga attesa
di Palazzo d'Orleans


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Slitta ancora di una manciata d'ore la nomina dei 28 nuovi dirigenti della Regione e l'assegnazione delle deleghe agli assessori. "Lo faremo fra qualche momento", ha detto ai giornalisti Raffaele Lombardo prima di cominciare a Palazzo d'Orleans la prima seduta di giunta del suo terzo governo. Seduti attorno al tavolo della giunta vecchi e nuovi volti. Mario Centorrino, l'economista considerato vicino alla sinistra, siede accanto a Gaetano Armao come lui accademico (i due sono stati a lungo colleghi all'Università di Palermo). Piercarmelo Russo, l'altra new entry, siede a capotavola. Ha lasciato vacante il posto di segretario generale, per il quale già scalda i motori Enzo Emanuele, il "re di denari" stimatissimo da Lombardo, per il quale ora si cerca, non senza difficoltà, un succesore al Bilancio. Pe ril resto, si cerca di far quadrare il cerchio delle nomine. "Non ci sono tavoli di lottizzazione, nè delle deleghe nè delle nomine dei direttori", ha tenuto a dire Lombardo ai cronisti, spiegando che forse per le deleghe si potrebbe far notte o rimandare tuto a domattina. Bisogna assegnare un posto alle due new entries, e non si tratterà degli assessorati dei due silurati del Pdl Milone e Beninati. Un minimo di rotazione ci sarà, insomma. Con qualcuno che ambisce a restare al suo
posto, come Bufardeci alla Cooperazione, altri che puntano al cambio, come Leanza che, secondo ricostruzioni giornalistiche, vorrebbe la Formazione. E ci sono poi gli inamovibili, come Mssimo Russo (che stasera sfoggia un completo molto British da far morire d'invidia l'altro "dandy" della squadra Gaetano Armao) alla Sanità e Nino Strano al Turismo "In questo governo ci sono uomini di altissimo livello professionale, accademico, imprenditoriale, portatori di competenze che arricchiscono il lavoro di una giunta che si muove svincolata dall'interesse particolare dei partiti ma che può conseguire con maggiore libertà grandi traguardi", ha detto Lombardo, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano della presenza di sei assessori tecnici su dodici nella sua nuova giunta. "Oltre che assegnare gli obiettivi ai dirigenti - ha detto Lombardo -, obiettivi che saranno scritti nei contratti, dovremo darci degli indirizzi anche noi nella giunta. Dovrò incontrare a uno a uno gli assessori perchè si sappia che il loro incarico è sì fiduciario e legato alla loro bravura, ma che è legato anche al fatto che tutti, io per primo, nell'arco di tre o sei mesi raggiungiamo certi obiettivi, lavorando 20 ore al giorno per non scaldare le poltrone".
In mattinata Lombardo aveva tagliato i ponti col centrodestra: “Andare avanti è già difficile, tornare indietro sarebbe micidiale”, aveva risposto tranchant a chi gli domandava cosa farebbe se Berlusconi gli chiedesse di tornare indietro sui suoi passi, il governatore ha riservato una riposta tranchant. Parole ancora una volta dure verso gli ex alleati: “Quella del ribaltone è una balla. Entrano in giunta due tecnici: uno fino a ieri capo della burocrazia regionale, l’altro consulente di questo governo. Per chi votino nel segreto dell’urna io non gliel’ho chiesto”.