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Miccichè scrive sul suo blog

"Ho fondato il Pdl Sicilia
per evitare il naufragio"


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blog sud, gianfranco miccichè, Politica
Quello che nel nostro partito sta accadendo attorno alle imminenti elezioni regionali mi lascia abbastanza perplesso e m’induce a una riflessione, che va al di là dei nomi e delle personalità che alla fine correranno per la Presidenza.

E’ sotto gli occhi di tutti come la componente forzista del Pdl stia rimanendo a guardare, mentre Lega e componente An  fanno incetta di candidature in tutta Italia.  Al Nord la Lega riesce ad ottenere il Piemonte e il Veneto (qui, peraltro, a spese di un forzista doc e Governatore amato, come Galan), lasciando a Forza Italia soltanto Formigoni, la cui candidatura era comunque fuori discussione, quindi fuori trattative.  Al Centro-Sud a farla da padrone è An, con le candidature, comunque autorevoli, di Scopelliti in Calabria e della Polverini nel Lazio.

Per cartità, nulla da ridire sulle qualità dei candidati, specie se parliamo di personaggi che sul campo hanno dimostrato capacità degne di un ruolo così importante. E nulla da ridire sulla scelta di Renata Polverini, meglio, sull’opportunità politica che nel Lazio la scelta spetti alla componente di An, che in quel territorio è sempre stata radicata, forte e presente, tanto da avere oggi il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno (senza dimenticare che il predecessore di Marrazzo era l’allora aennino Francesco Storace).

Ma è il quadro complessivo che mi lascia perplesso, cioè il fatto che Forza Italia (scusate se la chiamo ancora così, ma ho motivo di esserne nostalgico) non riesca più ad imporsi e ad imporre i suoi uomini, come si converrebbe, invece, alla componenete politica dal maggior peso consensuale, e quindi politico, all’interno del partito e della coalizione tutta.

L’analisi politica che ne consegue non mi porta a c0nclusioni ottimistiche e temo che questo Pdl sia destinato al naufragio definitivo, dopo questa deriva, se continuerà ad annichilire la sua componente di maggior forza e rappresentatività.

E non posso non scorgere in questo annichilimento un certo parallelismo con quanto succede a me in Sicilia. Il riferimento non è tanto alla, sia pur simile, vicenda della Presidenza della Regione, che un anno e mezzo fa mi vide protagonista (sapete tutti com’è andata), quanto alle avversità e ai contrasti interni, cui ho dovuto far fronte in questi mesi e che altro non sono se non un  tentativo (per fortuna vano) di annichilimento di un forzista, peggio, del fondatore di Forza Italia in Sicilia.

E in questo quadro, suona assurdo, quasi irridente, il grido di scandalo del coordinamento nazionale contro chi, come me, per salvarsi da questa deriva politica,  prende le distanze e fonda il Pdl-Sicilia. Che cosa pretendevano? Che me ne stessi a guardare, mentre permettevano a Castiglione e ai suoi referenti di far naufragare il partito, disperdendo in un mare d’irresponsabile schizofrenia la fiducia che in questi anni i siciliani ci hanno riconosciuto, affidandoci le redini della maggior parte dei governi locali? Che cosa pretendono adesso? Che altri se ne stiano a guardare, mentre regalano il Paese alle altre forze politiche, mettendo di fatto in liquidazione Forza Italia?

Non era una liquidazione, era una fusione! Questo era il Pdl, se non l’hanno ancora capito.

E allora, si lamentino di meno, cerchino di capire le ragioni del malumore che un po’ dappertutto serpeggia e s’impegnino di più ai tavoli delle trattative; e soprattutto, lì ricordino che Forza Italia, il più grande partito della storia repubblicana, non è solo il maggiore azionista del Pdl, non è solo la sua componente maggiore, ma è l’anima e il corpo di questo partito. Ed abbiano perciò più rispetto per i tanti Galan che hanno fatto la storia di questo partito e la storia di questo Paese e che ora, invece, devono vedersi dare una pacca sulla spalla e sentirsi dire: “Grazie, le faremo sapere”.

Io il naufragio non lo voglio! Io alla liquidazione di Forza Italia non ci sto, e non solo per evidenti ragioni di cuore. Sarebbe un delitto politico, sarebbe una iattura per l’intero Paese, che in questo ventennio ha avuto in noi forzisti un vero, grande baluardo di libertà e rinnovamento.  Io alla liquidazione di Forza Italia non mi rassegno! Spero, pertanto, in una netta inversione di tendenza e nel rilancio di quel grande progetto politico che era Forza Italia e che avrebbe dovuto continuare ad esserlo dentro il Pdl.

Però dubito che ciò accadrà. Ed è questo dubbio che mi spinge, ogni giorno sempre di più, verso il partito del Sud: lì si che si potrà di nuovo respirare l’atmosfera di un tempo e si potrà tornare a fare grandi cose per il meridione e per il Paese.  Con Silvio Berlusconi!

Gianfranco Miccichè