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Lo stato delle cose

Mattarella? No, mattarello


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gianfranco miccichè, giuseppe castiglione, giuseppe lupo, raffaele lombardo, Politica
In un empito di orgoglio, Raffaele Lombardo l'ha detto: noi siamo come Mattarella, stiamo proseguendo sulla sua  strada di riforme e cambiamento. Avrebbe dovuto dire meglio: noi siamo come un mattarello. Ogni asperità è stata quasi spianata con la domestica facilità della massaia che asfalta la sfoglia in cucina, grazie appunto al mattarello. Il Partito democratico, per bocca del suo segretario Giuseppe Lupo, aveva trasmesso parole di fuoco all'indirizzo del governo del signor L.. La frase storica: "Lombardo è solo l'altra faccia della medaglia rispetto a Cuffaro". Un argine che non ha retto, se è vero che il Pd si appresta a varare una stagione cooperativa di riforme (e non solo) col diavolo da lui stesso evocato. Oggi, poi la sorpresa. Una sorta di resa (non sapremmo come altro chiamarla) dell'ex acerrimo nemico Castiglione che dà il suo placet alla medesima stagione di riforme, ovviamente "per il bene della Sicilia". La posizione riformista del Pdl non è nuova, si dirà. Ma l'accento è diverso, mostra un'apertura di toni che prima non c'era. E le parole di Castiglione cadono in un tempo che sembrerebbe più fertile se non per un compromesso, per un parziale riavvicinamento.
Ogni cosa, almeno a  livello tattico, si sta dunque appianando, scoglio Udc a parte e problemi dell'Isola a parte. Forse - come dicono i detrattori - Raffaele Lombardo non sarà Piersanti Mattarella. Ma come mattarello non lo batte nessuno.