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Maira (Udc): "Riforme? Solo a patto che..."

Rudy il duro: "La giunta non dura"


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raffaele lombardo, rudi maira, udc

Vinte le resistenze del Pd, scalfite le certezze del Pdl ufficiale, c’è un solo partito che oggi in Sicilia sembra totalmente immune ai poteri magnetici di Raffaele Lombardo: l’Udc. Se da un lato, infatti, le dichiarazioni odierne di Giuseppe Castiglione ribadiscono la posizione espressa in più occasioni dai “lealisti” in tema di grandi riforme, dall’altro i toni scelti dal coordinatore regionale del Pdl possono essere interpretati come un segnale di distensione nei confronti di Lombardo. E così, allo stato attuale, il partito di Casini rimane l’unico che continua a invocare senza tentennamenti le elezioni anticipate. “Livesicilia” ha chiesto al capogruppo dell’Udc all’Ars, Rudy Maira, di rispondere su questi e altri temi.

Onorevole Maira, che cosa ne pensa delle parole di Castiglione a proposito del sostegno del Pdl sulle riforme?
“Sulle grandi riforme siamo tutti d’accordo, ci mancherebbe altro. Le riforme che ha annunciato Lombardo in aula e sui giornali sono tutte contenute nel programma elettorale della coalizione di centrodestra che ha vinto le elezioni. Se le riforme sono per il bene della Sicilia, non le ostacoleremo in nessun modo. Anche noi – come abbiamo detto più volte – siamo pronti a votarle, ma ovviamente il governo dovrà essere disponibile ad accogliere nostri eventuali miglioramenti e proposte di modifica. Qui si parla degli interessi dei siciliani e i giochetti della politica devono essere messi da parte”.

È vero che il Pdl si è sempre detto disponibile a votare le riforme necessarie alla Sicilia, ma perché queste dichiarazioni proprio in questo momento? Che bisogno c’era?
“Secondo me, sono una reazione al ritornello che Lombardo continua a ripetere e cioè che il Pdl ufficiale si è messo da solo fuori dal governo perché non ha votato a favore del Dpef. Purtroppo, Lombardo dimentica che il Dpef con le riforme non c’entra niente, mentre il Pdl non sta facendo altro che puntualizzare la sua posizione, già espressa in altre occasioni”.

Le facciamo la stessa domanda che abbiamo posto tramite un sondaggio ai nostri lettori. Le piace questa nuova giunta?
“No, assolutamente no. È una giunta basata sugli equivoci, sull’ipocrisia, sui tradimenti, che non farà sicuramente bene alla Sicilia”.

Quanto durerà il Lombardo ter?
“Una palla di vetro non ce l’ho, però conoscendo i meccanismi della politica, i deputati dell’Ars e le logiche di partito, credo che questa giunta durerà poco. Perché se il Pd è – come ritengo io – organico al governo, allora il Pdl Sicilia dovrà chiedersi se potrà stare al governo col Pd. Quando ci saranno da votare i provvedimenti diversi dalle grandi riforme, inevitabilmente esploderanno le contraddizioni. L’inciucio non reggerà, perché si tratta di partiti con storie e progetti politici diversi”.

Come giudica il comportamento del Pd? Nell'ipotesi di elezioni anticipate, si parlava anche di una possibile alleanza con voi dell'Udc.
“Il rapporto col Pd è condizionato dalle scelte a livello nazionale di Casini e di Bersani. Certo, in Sicilia c’è una situazione particolare. Chiaramente ci dispiace che oggi all’Ars sia solo l’Udc a fare opposizione. Nonostante le dichiarazioni dei suoi esponenti, il Pd non sta facendo opposizione. Vedremo comunque come si evolverà la situazione nei prossimi mesi”.

Lei, quindi, ancora non esclude che alla fine questa alleanza possa esserci?
“Non lo escludo. Con questi numeri è molto probabile che si torni a votare. Allora si vedrà”.

Se si tornasse subito alle urne, avete già in mente un candidato?
“No, è prematuro. Non ne abbiamo ancora parlato”.

Ma per lei Lombardo è ostaggio di Micciché?
“Veramente non si capisce chi sia l’ostaggio dell’altro, se Lombardo o Micciché. Anzi, io parlerei piuttosto di un gioco a tre, mettendoci dentro anche il Pd. Ma chi è l’ostaggio è difficile dirlo”.

Che 2010 si attende per la politica siciliana e per l’Isola in generale?
“Con queste premesse io sono preoccupatissimo per la Sicilia, perché un quadro politico come quello attuale non può produrre cose buone. L’auspicio è che si torni a ragionare tra forze politiche omogenee, in modo da rispettare il patto con gli elettori. È arrivato il momento di dare agli elettori la possibilità di scegliere se Lombardo ha operato bene o no”.