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Cracolici a Livesicilia: "Ecco i rischi"

"Se cade Lombardo, Pdl
e Cuffaro al governo"


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Andare alle urne sarebbe un favore enorme al centrodestra e un “suicidio” per il Pd. Antonello Cracolici risponde seccamente alle critiche che da un'area del Pd continuano a piovere sui rapporti tra il partito e il governo Lombardo. Sfiduciare Lombardo significherebbe ricompattare il centrodestra, risanare le spaccature interne al Pdl e mandare alfaniani e cuffariani al governo della Sicilia, ragiona Cracolici. Gelo sulla proposta del segretario Giuseppe Lupo che ha chiesto di azzerare la presenza di esterni negli uffici di gabinetto degli assessori: queste cose si fanno per legge, obietta Cracolici che aggiunge: e perché pensarci solo ora che nasce il Lombardo ter?


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Andare alle urne sarebbe un favore enorme al centrodestra e un “suicidio” per il Pd. Antonello Cracolici risponde seccamente alle critiche che da un'area del Pd continuano a piovere sui rapporti tra il partito e il governo Lombardo. Critiche tardive, secondo il capogruppo democratico all'Ars, che ricorda come la linea del sostegno alle riforme sia stata votata dall'assemblea del partito “con solo tre o quattro voti contrari”. Sfiduciare Lombardo significherebbe ricompattare il centrodestra, risanare le spaccature interne al Pdl e mandare alfaniani e cuffariani al governo della Sicilia, ragiona Cracolici, che accusa di “miopia” quanti, come Rita Borsellino o Enzo Bianco, in questi giorni hanno picchiato duro contro i presunti “inciucisti”. Gelo sulla proposta del segretario Giuseppe Lupo che ha chiesto di azzerare la presenza di esterni negli uffici di gabinetto degli assessori: queste cose si fanno per legge, obietta Cracolici che aggiunge: e perché pensarci solo ora che nasce il Lombardo ter?

Il capogruppo liquida come una faccenda di poca importanza la famosa (o famigerata) cena messinese tra pezzi di Pd (inclusi illustri supporter di Lupo che hanno voluto prontamente smarcarsi dal segretario) e Lombardo e i suoi, e difende le ragioni dell'ala “dialogante” de partito, che con una sana dose di real politik ha visto giorno dopo giorno ingrossare le sue fila, con buona pace dei duri e puri a oltranza, sempre più marginali oggi nel Pd.

Lei ha lanciato un allarme ieri sull'escalation dei toni della polemica interna al Pd. Perchè?
“Il partito ha votato un documento, che è passato a stragrande maggioranza, con tre o quattro voti contrari. Era una linea condivisa: non entrare al governo ma lavorare per le riforme. Il giorno dopo si è messo in moto un meccanismo, anche mediatico, in cui si parla di Pd spaccato a metà, di uno scarto tra “puri” e “inciucisti”. È una deriva che va fermata, che sta confondendo i nostri elettori. E non vorrei che piuttosto di discutere delle opinioni si passi alle insinuazioni morali, e che domani lo scontro tra puri e inciucisti passi a essere tra amici dei mafiosi e chi non lo è. Sarebbe inaccettabile. Per di più perché è un'idea promossa tra l'altro da quanti hanno avito responsabilità politica e hanno portato il centrosinistra all'irrilevanza”.

Come valuta la proposta del segretario del Pd Giuseppe Lupo di azzerare la presenza di esterni negli uffici di gabinetto?
“C'è un problema di sobrietà e di contenimento dei costi e quindi che si ponga il problema di ridurre lo spreco lo considero un atto giusto. Altra cosa è però legare questa proposta a una contingenza. Non sembra che l'obiettivo della proposta sia il contenimento dei costi. Infatti non abbiamo posto la questione con altrettanta nettezza nei due precedenti governi Lombardo. Farlo ora sembra voler giustificare il fatto che siamo nel governo, quando invece non ci siamo Io credo che Lombardo farebbe bene a ridurre gli esterni, e che quello che giustamente dice Lupo, il pd debba farlo con una legge, anche perché le norme in vigore sugli uffici di gabinetto le fece un governo di centrosinistra, quello di Capodicasa".

Cosa replica a quanti sostengono che sarebbe stato meglio mandare a casa il centrodestra, facendo cadere Lombardo?
"Intanto dico che nella Regione dove c'è il più grande consenso del centrodestra, oggi il centrodestra non c'è più. C'è un presidente della regione che ha dichiarato dissolta la sua maggioranza e questo mi pare un dato politico inimmaginabile fino a un anno fa. Il governo non ha una maggioranza e di fronte a questo ci sono due prospettive. La prima è la più lineare e la più facile: adiamo al voto. Cioè votiamo una mozione di sfiducia noi, Cuffaro, gli uomini di Alfano e Schifani e andiamo a nuove elezioni. Ma a quel punto noi non possiamo allearci né con Schfani né con Cuffaro. Che invece probabilmente si alleeranno fra loro, possibilmente riportando nell'alveo del Pdl anche l'area Miccihè. E così il centrodestra vicne le elezioni, più forte perchè senza Lombardo. Che va all'opposizione, perchè noi non ci possiamo certo alleare con lui dopo che lo abbiamo sfiduciato. A questo punto la rappresentanza parlamentare del Pd, sempre all'opposizione, sarebbe dimezzata. Io credo che solo una miopia politica potrebbe prospettare questo scenario, con un partito che si suicida. Ma c'è un altro aspetto”

Quale?
“Che sarebbe questo il terzo voto in quattro anni. E certo non risolverebbe i problemi della Sicilia, dall'occipazone ai rifiuti. Se le elezioni servissero, io direi 'viva le elezioni', ma finirebbero solo per rallentare e paralizzare ulteriormente la Sicilia”.