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Il sacramento del potere e i sondaggi

Ti odio, ma sei forte


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Il duo Lombardo-Miccichè come l'Inter e Mourinho. Non piacciono a molti lettori di Livesicilia (soprattutto il primo, il secondo gode di immunità e già questa è, tutto sommato, una stranezza), però vincono. Nel sondaggio dei potenti dell'Isola, si piazzano al primo (Gianfranco) e secondo posto (Raffaele). E non è affatto strano, perchè piacere e potere non coincidono mai. Ti odio, mi fai antipatia, puzzi, hai i calzini spaiati... Eppure sei potente, lo riconosco, ti ammiro per questo, in fondo. Il passo successivo, in Sicilia, è proprio la trasformazione dell'astio in ammirazione pubblica, declamata e incondizionata. Lo abbiamo scritto, lo ripetiamo: il potere seduce, corregge i difetti fisici, smagrisce l'adipe in eccesso, rende gli anziani, giovanetti...
E' che il sacramento del potere, noi isolani, lo conosciamo bene. Ne abbiamo visti di padroni dalla parlata strana e dalla foggia inconsueta. Cosa volete? Che ci spaventino i satrapi trasversarli di questo gioco a moscacieca, chiamato democrazia? Uno vale l'altro. Ieri la ferrea bonomia di Totò, oggi l'algido sguardo di Raffaele. A uno baciammo le guance, all'altro baceremo l'anello se necessario.
Tanto il trucco è sempre lo stesso: cuocere l'astio e le antipatie personali al fuoco della santa pazienza. Forgiare da quella cenere la fedeltà canina al nuovo signore che pure abbiamo avversato, quando militavamo sotto le insegne dell'esercito contrario. Lui - lo sceicco, o la coppia di sceicchi - abbozzerà, perdonerà, accoglierà, perché conosce a memoria il gioco del potere in Sicilia. Ci sorriderà con tutta l'amabilità possibile. E non si fiderà di noi, almeno nella misura in cui noi non ci fideremo di lui.