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Vuoti di organico tra i magistrati

Caltanissetta, Scarpinato
per la Procura Generale


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La procura di Caltanissetta soffre ma continua ad assestare colpi a Cosa nostra. L'ultimo è rappresentato dall'operazione "Family market" che ha portato in manette 36 persone. "Un'inchiesta che avremmo potuto chiudere prima" dichiara il procuratore capo Sergio Lari che con l'aggiunto Domenico Gozzo ha tenuto una conferenza stampa in cui ha parlato delle difficoltà d'organico in cui vive l'ufficio che con ogni probabilità vedrà presto l'inserimento come procuratore generale di Roberto Scarpinato, procuratore aggiunto a Palermo, titolare dell'inchiesta sulla trattativa Stato-Cosa nostra e pm del processo a Giulio Andreotti.

"Nonostante l'arrivo di quattro nuovi magistrati, l'organizzazione ed i distaccamenti ad altri uffici influiscono rallentando la conclusione delle indagini" ha detto Sergio Lari che ha spiegato come "per vuoti momentanei di organico stimati del 25 per cento nei fatti ed in particolari momenti ci troviamo con deficienze effettive di oltre il 40 per cento". Vuoti a cui si fa fronte "grazie alla volontà e allo spirito di abnegazione di tutti i colleghi vecchi e nuovi", ha aggiunto Domenico Gozzo.

In arrivo alla procura di Caltanissetta è segnalato Roberto Scarpinato che potrebbe diventare il prossimo procuratore generale di Caltanissetta. La sua nomina è stata proposta a larga maggioranza dalla Commissione per gli incarichi direttivi del Csm. Scarpinato, che a Palermo dirige anche il dipartimento mafia-economia, ha ottenuto quattro voti a favore contro i due andati al concorrente Santi Consolo, vice capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. A suo favore hanno votato i togati Roberto Carrelli Paolombi (Unicost), Ciro Riviezzo (Movimento per la giustizia), Livio Pepino (Magistratura democratica) e la laica del Pdci Letizia Vacca. Consolo, che in passato è stato consigliere del Csm, è stato invece sostenuto dai consiglieri Cosimo Ferri (Magistratura Indipendente) e Michele Saponara (Pdl). Ora la scelta finale spetterà al plenum del Csm, dopo che si sarà pronunciato con un parere non vincolante il ministro della Giustizia, Angelino Alfano.