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L'ad insiste: "Termini chiude nel 2012"

Fiat, tutti contro Marchionne


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fiat, sergio marchionne, termini imerese, Cronaca
Le parole sono pietre. Sergio Marchionne, amministratore delegato del Lingotto, tra ieri e oggi ha detto due cose semplici. La prima: "Nel 2012 lo stabilimento di Termini Imerese chiude, non ci sono ripensamenti. Non siamo a conoscenza di offerte". La seconda, battuta dalle agenzie stamattina: "La Fiat è una multinazionale e i sindacati devono rendersi conto dell'equilibrio necessario fra domanda e offerta. Nessuno può ignorare la realtà". E domani è previsto lo sciopero delle tute blu dello stabilimento, decise a vendere cara la pelle. Ma, intanto, già stamattina i focolai sono divampati. Scioperi sono già in corso nella fabbrica Fiat a Termini Imerese. Gli operai rispondono in questo modo alle parole dell'ad. A stretto giro di posta, la replica sindacale: "Marchionne affronta la questione Termini Imerese in modo non veritiero. Parla di equilibrio tra domanda e offerta? Bene, in Italia si producono 600 mila auto e se ne vendono un milione. La Fiat dunque aumenti la produzione, dato che l'Italia è all'ultimo posto in Europa nel rapporto tra produzione-consumi". Così il segretario della Fiom di Termini Imerese, Roberto Mastrosimone. "La Fiat - aggiunge Mastrosimone - dovrebbe rispettare quello che un anno fa condivise con i sindacati: produrre la nuova Lancia Ypsilon a Termini Imerese".
E poi la protesta partita spontaneamente stamattina. Nel reparto montaggio la prima squadra di operai ha incrociato le braccia dalle 7.30 alle 8.30, la seconda squadra si è fermata alle 9.30, sempre per un'ora. Secondo la Fiom, che sta gestendo gli scioperi, la protesta si sta estendendo anche ad altri reparti. E per domani è in programma la grande marcia degli operai:  lo sciopero di 8 ore proclamato da Fim, Fiom e Uilm, con manifestazione a Palermo, davanti alla sede del Parlamento siciliano.

Nuovi scioperi
Altre due squadre di operai hanno incrociato le braccia nel reparto montaggio della Fiat a Termini Imerese, dove sono in corso scioperi spontanei in un clima che il sindacato definisce "di tensione". Il segretario territoriale della Fiom, Roberto Mastrosimone, punta il dito contro l'ad Sergio Marchionne. "Se il clima sta diventando pesante la colpa è sua - dice -. Il sindacato governerà la protesta ma se la situazione dovesse degenerare sappiamo già di chi è la responsabilità".

Lumia: "Troppe bugie sullo stabilimento"
"Di quale realtà parla Marchionne? Come mai fino ad un anno e mezzo fa la Fiat considerava lo stabilimento di Termini Imerese un importante polo produttivo da rilanciare con il famoso Piano A? Perché il governo, al contrario di quanto è avvenuto nei più grandi Paesi industrializzati, continua a rimanere inerte e a subire in silenzio?". E' quanto si chiede il senatore del Pd Giuseppe Lumia, intervenendo sul caso dello stabilimento siciliano. "E' una menzogna - aggiunge - affermare che lo stabilimento va chiuso perché non è conveniente. Qui, infatti, ci sono le infrastrutture, c'é un buon indotto. Termini Imerese si trova nel cuore del Mediterraneo, dove nei prossimi anni si prevede un'espansione dei mercati grazie anche alla nascita dell'area di libero scambio. Perché la Fiat si ostina a trasportare le automobili da Catania? Se la Fiat utilizzasse il porto di Termini Imerese abbatterebbe i costi del trasporto ritenuti da Marchionne il vero differenziale che rende lo stabilimento siciliano sconveniente. Inoltre la Regione ha messo a disposizione un'ingente quantità di risorse da investire per un'innovazione tecnologica e produttiva d'avanguardia". "I governi di tutto il mondo - conclude Lumia - hanno svolto un ruolo da protagonisti ponendo condizioni e vincoli per salvare i propri stabilimenti nazionali. Il nostro, invece, si accinge a concedere, attraverso gli ecoincentivi, l'ennesimo finanziamento pubblico a 'fondo perduto'".

Ars, domani seduta per Termini
Seduta dell'Ars domani dedicata alla situazione della Fiat in Sicilia. "Sono soddisfatto per la decisione presa oggi ad unanimità dalla conferenza dei capigruppo di riprendere l'attività parlamentare domani con una seduta dedicata alla vertenza Fiat che riguarda lo stabilimento di Termini Imerese, così come avevo chiesto nei giorni scorsi". Lo dice Antonello Cracolici, capogruppo del Pd all'Ars. "Il parlamento siciliano - aggiunge - ha il dovere di esprimersi su una vicenda dalla quale dipende il futuro di migliaia di lavoratori e lo stesso futuro industriale in Sicilia: dobbiamo mettere in campo tutte le iniziative possibili per mantenere l'attività dello stabilimento di Termini Imerese e contrastare il progetto di dismissione voluto dall'azienda".

Lupo: "Marchionne offensivo"
"Il mondo politico siciliano ha il dovere di fare fronte comune per difendere il futuro produttivo e l'occupazione dello stabilimento Fiat di Termini Imerese e delle aziende dell'indotto". Lo dice il segretario regionale del Partito Democratico, Giuseppe Lupo. "E' offensivo - prosegue Lupo - il modo in cui l'amministratore delegato, Sergio Marchionne, ha dichiarato da Detroit 'irrevocabile' le decisione assunta per Termini Imerese. Tutti i parlamentari nazionali e regionali eletti in Sicilia difendano il mantenimento e la tutela dei livelli occupazionali dello stabilimento termitano e dell'indotto, parte fondamentale del tessuto produttivo ed economico dell'isola". "Il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, assuma in prima persona - dice - l'iniziativa politica intervenendo sul Presidente del Consiglio, che fino a questo momento non ha detto una sola parola a sostegno della mobilitazione dei lavoratori di Termini Imerese".