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Fiat, i lavoratori davanti a Palazzo dei Normanni

Mille operai a Palermo
Sindacati ricevuti all'Ars


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fiat, operai, stabilimento, termini, Cronaca
I capigruppo all'Assemblea regionale stanno per ricevere una delegazione sindacale di Fim Fiom e Uilm a Palazzo dei Normanni, dov' è in corso la manifestazione degli operai della Fiat e dell'indotto di Termini Imprese, oggi in sciopero. Alle 17 l'Ars si riunirà in seduta straordinaria per affrontare il caso Fiat. E' prevista la presenza del governatore Raffaele Lombardo. La manifestazione si sta svolgendo in modo tranquillo, a parte il lancio di qualche petardo. Gli operai sono giunti davanti alla sede dell'Ars, con una piccola bara in cartone per simboleggiare la morte della fabbrica siciliana.

Mille operai davanti a Palazzo dei Normanni
Circa mille operai della Fiat e dell'Indotto di Termini Imerese, oggi in sciopero, stanno manifestando a Palermo davanti palazzo dei Normanni, sede dell'Assemblea regionale siciliana, dove oggi pomeriggio è prevista una seduta straordinaria del parlamento regionale che affronterà proprio il caso Fiat. I lavoratori hanno raggiunto il capoluogo siciliano a bordo di otto pullman e di auto private, partiti stamattina dal piazzale antistante lo stabilimento della Fiat, a Termini Imerese. Gli operai rimarranno in presidio davanti l'Ars per l'intera giornata. Fim, Fiom e Uilm rivendicano il mantenimento della produzione dell'auto in Sicilia e chiedono ai 90 deputati siciliani di sostenere la lotta dei lavoratori anche attraverso iniziative legislative di aiuto al reddito degli operai in lotta.
I delegati di Fim, Fiom e Uilm dalle 5 di oggi hanno presidiato i cancelli della fabbrica, "ma nessun lavoratore - dice il segretario territoriale della Fiom, Roberto Mastrosimone - è entrato in fabbrica". Alla Fiat di Termini Imerese lavorano 1.350 persone, altre 600 sono occupate nelle aziende dell'indotto.

I sindacati: "La Regione spinga il governo nazionale a intervenire".
"La protesta non si fermerà finché non avremo risposte concrete" ha detto Mariella Maggio, segretatio generale di Cgil Sicilia, giunta davanti a Palazzo dei Normanni insieme agli operai Fiat. "Il governo regionale - ha aggiunto - deve spiegare a quello nazionale che esiste anche la Sicilia. Anche perché bisogna comprendere che le vicende di Fiat e Italtel rappresentano solo la punta di iceberg. La crisi ha messo in ginocchio molte altre imprese medie e piccole. E ce ne accorgeremo nei prossimi mesi".
Secondo Giovanna Marano, segretario regionale della Fiom, "la Regione siciliana deve respingere l'arroganza di Marchionne. E invitare Berlusconi, attraverso il ministro Scajola, a interrompere gli incentivi statali. Non è possibile che la Fiat prenda gli incentivi dallo Stato e poi decida di chiudere lo stabilimento".
Per il vicesegretario regionale dei Metalmeccanici Ugl Saverio La Rosa "il quadro è più generale e complessivo. Non riguarda solo la Fiat, ma anche Italtel e i Cantieri navali. Non vorrei che le aziende comincino a scappare dalla Sicilia perché presto finiranno i finanziamenti di Agenda 2000".

Non bastano i pullman per Palermo
Erano troppi gli operai della Fiat e dell'indotto che volevano recarsi a Palermo per manifestare, tanto che i pullman organizzati da Fim Fiom e Uilm non sono bastati. Un fuori programma, che ha fatto rallentare la macchina organizzativa, ma che ha soddisfatto i sindacati dei metalmeccanici che giudicano "un successo" l'adesione allo sciopero di otto ore contro la decisione della Fiat di non produrre più auto a Termini Imerese a partire dal 2012. Oltre ai sei già previsti, i sindacati in mattinata hanno recuperato altri due pullman e chi non è riuscito a salire sui bus ha raggiunto Palermo in auto.