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L'assessore regionale alle Attività produttive

Venturi, provocazione a Marchionne:
"Ceda lo stabilimento alla Regione"


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"Marchionne deve spiegarci perché la Fiat imbarca a Catania le auto assemblate a Termini Imerese e non dalle banchine che si trovano a poche decine di metri dallo stabilimento. Se la logistica gli è imposta da ambienti non sani, Marchionne ha il dovere di denunciare". Lo dice l'assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi, ex componente della direzione della Confindustria in Sicilia ed ex presidente della Piccola industria in Confindustria, tra gli industriali più esposti nella lotta al racket delle estorsioni e in prima linea nella battaglia al pizzo lanciata dall'attuale leader siciliano Ivan Lo Bello.
"Marchionne - ha aggiunto Venturi - dovrebbe rivedere la sua posizione, ma se ha deciso di chiudere Termini Imerese allora ce lo faccia sapere. La Fiat ceda lo stabilimento e i terreni alla Regione come beni strumentali al costo di un euro e noi bandiremo una gara internazionale per cercare una casa automobilistica interessata a rilevare la fabbrica e rilanciare l'auto in Sicilia". L'assessore, poi, ha ricordato che "quarant'anni fa la Fiat ha ricevuto il capannone industriale e i terreni a titolo gratuito o per una manciata di lire; oggi Marchionne sostiene che assemblare una auto in Sicilia costa al gruppo mille euro in più e dunque il Lingotto ogni anno avrebbe una perdita di circa 50 milioni di euro; ecco, cedendo alla Regione siciliana lo stabilimento, non avrebbe più queste perdite". Per Venturi "comunque di tutto questo bisogna discutere in una tavolo nazionale con tutti i protagonisti, la Fiat, i sindacati, il governo nazionale e la Regione siciliana".