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A Palermo la personale
di Nino Pedone


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Da sabato 16 gennaio a domenica 14 febbraio 2010, è allestita, nella chiesa di San Giorgio dei Genovesi a Palermo, la personale di Nino Pedone, pittore palermitano e celebre restauratore, a cura di Aurelio Pes.

É una pittura che si manifesta per sintesi, quella del palermitano Nino Pedone, uno stratificare materia con aggiunte infinitesimali e lungamente meditate. In quanti hanno osservato presso il seicentesco Oratorio del Rosario in Santa Cita, stabilmente insediato sotto “La Battaglia di Lepanto” di Giacomo Serpotta, uno splendido dipinto. Il quadro esposto è proprio di Nino Pedone, “La consegna di Gesù delle chiavi a San Pietro”. Di bianco e di azzurro sono le cromie che dilatano l'infinito, alla scoperta delle molteplici proiezioni possibili.

Paolo Bonaccorso, il più entusiasta sostenitore, nonché procuratore dell’artista, e Franco Mortellaro hanno il piacere di estendere la personale ammirazione nei confronti di Nino Pedone, attraverso un evento, realizzato con il sostegno di Don Giuseppe Bucaro (dallo scorso novembre Direttore del Centro di San Mamiliano, che comprende l’Oratorio di Santa Cita, la Chiesa di Valverde e di San Giorgio dei Genovesi), patrocinato dalla Regione Siciliana (Assessorato Turismo, Comunicazioni e Trasporti), dalla Provincia Regionale di Palermo, dal Rotary Club Palermo – Monreale e dall’UCAI Palermo, che si articola in una doppia declinazione:

- Nel pomeriggio di sabato 16 gennaio, alle 17, presso l’Oratorio del Rosario in Santa Cita (via Valverde 3, Palermo) si terrà la “Giornata di Studi Serpottiani”, alla presenza di Aurelio Pes, Don Giuseppe Bucaro e di critici, studiosi e restauratori, quali Eliana Mauro, Carmelo Bajamonte, Luigi Valenti, Rosalia Ferraccini, Nando Ventra e il Presidente del Rotari Palermo - Monreale Maurizio Mellia.

- Successivamente, all’interno della Chiesa di San Giorgio dei Genovesi (piazza XIII Vittime), dalle 18 in poi, si inaugurerà “Bianca Perla sospesa in Bianca Fronte”, la personale di “Nino Pedone”, curata da Aurelio Pes, che propone una trentina di opere dell’artista.

Il bianco nell’arte è un colore. “Bianco è dipingere con la luce” – sostiene Nino Pedone. Fattore luminoso, dunque, indice di assoluto, di sublime e di silenzio; colore che totalizza tutti i colori dello spettro della luce; segno distintivo del Serpotta, appunto. Ed è per questo che risulta d’obbligo un confronto con il grande decoratore e scultore palermitano. La sensibilità comune del dare tutto attraverso un’estrema essenzialità che non cade mai però nella freddezza: la linea e il colore sono sussurrati, ma artefici assoluti di un poetico discorso pittorico.

“Il bianco – scrive Aurelio Pes – per antica tradizione si oppne al nero che indica schiavitù e auspici nefasti, esplicita al contrario la rarità e ricchezza delle nostre sorti progressive, e ciò in particolare, se legato al caeruleus color, che è la perfetta cromia della tradizione cristiana neotestamentaria e simbolo di resurrezione”

Le figure ritratte da Nino Pedone sono come “gettate a vivere”, tutt’altro che sospese o alienate. Si muovono, consapevoli della gravità della dimensione reale, ma semplicemente, scelgono altro, come se fossero fuori dal mondo o dal modo a noi visibile. La loro esistenza è rischiarata dalla luce interiore, dalla spiritualità, dal conforto del trascendentale. L’anima, un concetto che oggi sembra andato in disuso.

La mostra si protrarrà fino a domenica 14 febbraio e sarà visitabile ad ingresso libero, ogni giorno dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.

In concomitanza alla mostra palermitana e con le stesse date, si inaugura presso la Galleria Brianza Arte di Lissone (via Fratelli Bandiera 17, Monza), un’appendice della mostra palermitana con l’esposizione di una ventina di quadri di Nino Pedone.