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80 arresti in 5 regioni, le indagini partono da Catania

Maxioperazione antidroga
sgominate tre bande


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cappello, Catania, cursoti, operazione antidroga, secondigliano, Cronaca
Una vasta operazione antidroga della polizia di Stato è in corso dalla notte scorsa in cinque regioni italiane. Oltre 400 agenti, con l'ausilio di reparti cinofili ed elicotteri, stanno eseguendo ordini di carcerazione per 84 indagati tra la Sicilia, la Campania, l'Emilia Romagna, il Piemonte e il Veneto. Il blitz fa seguito alle indagini della squadra mobile della questura di Catania che hanno permesso di sgominare tre diverse organizzazioni criminali tra loro rivali che gestivano un esteso traffico di sostanze stupefacenti. Secondo quanto si è appreso le bande si rifornivano nel rione Secondigliano di Napoli. I provvedimenti restrittivi sono tre e sono stati emessi da altrettanti Gip etnei, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Catania.

Sono complessivamente 83 gli ordini di carcerazione emessi dai tre Gip di Catania (Caruso, Mirabella e D'Arrigo) per traffico di droga. Per undici di loro sono stati disposti gli arresti domiciliari. Ad un 84/o indagato é stato imposto l'obbligo di firma. Tra le città interessate dall'operazione, oltre Catania, ci sono Napoli, Venezia, Caserta, Forlì, Ferrara e Biella, Secondo quanto emerso dalle indagini della squadra mobile della questura del capoluogo etneo, le tre presunte organizzazioni agivano separatamente e in concorrenza tra loro. Avrebbero avuto anche legami con esponenti della criminalità organizzata e in particolare con affiliati del clan Cappello, della cosca dei Cursoti milanesi presenti nel rione Lineri di Catania e della 'famiglia' Santapaola. Durante l'operazione, coordinata dalla Dda della procura di Catania, e denominata Ouverture, sono stati eseguiti anche sequestri preventivi di beni patrimoniali, compresa una villa privata del capoluogo etneo e diverse auto. I particolari dell'inchiesta saranno resi noti alle 10.30 nella sala stampa di viale XX Settembre dal procuratore capo di Catania, Vincenzo D'Agata.