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SIRACUSA

Pensioni di invalidità in cambio di favori
Arrestati un assessore e un medico


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arresti, falsi invalidi, francesco zappalà, massimo gramillano, siracusa, Cronaca
Avrebbero fatto ottenere il riconoscimento di invalidità a persone che non ne avevano diritto in cambio di favori, anche elettorali. E' l'accusa contestata dalla polizia all'assessore ai Servizi demografici del Comune di Siracusa, Francesco Zappalà, di 51 anni, che è anche presidente della locale Associazione nazionale mutilati e invalidi civili, e a uno psichiatra dell'Asp aretusea, Massimo Gramillano, di 46 anni, componente della commissione medica provinciale, che sono stati arrestati per concussione. Nei loro confronti il Gip di Siracusa, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha emesso un ordine di custodia cautelare in carcere. Le indagini, che si sono avvalse anche di intercettazioni telefoniche, sono state eseguite dal novembre del 2007 al luglio del 2008 da agenti del commissariato della polizia di Stato di Lentini.
Il gip ha disposto gli arresti domiciliari per Franco Zappalà e per il medico dell'Asp Massimo Gramillano. L'indagine avrebbe portato alla luce, secondo la ricostruzione degli investigatori, "un addentellato di agganci, amicizie, consoscenze, rapporti di cointeresse politico-istituzionale, finalizzati all'ottenimento di benefici di natura economica per il 'clientes' previo riconoscimento dello status di invalidità civile in cambio di promesse di voti per future consultazioni elettorali". I magistrati della Procura hanno inoltre individuato in Zappalà, esponente del Movimento per l'autonomia, assessore comunale al decentramento e alla tutela del consumatore, la figura apicale in questa inchiesta che lo vede coinvolto nella sua qualità di presidente provinciale Anmic. Per gli inquirenti si "premurava di individuare medici compiacenti da segnalare all'Azienda sanitaria di Siracusa quali componenti delle commissioni per l'accertamento della invalidità civile". Quanto al ruolo del medico, la procura di Siracusa ritiene che il dottor Gramillano operasse "in modo da condizionare le procedure amministrative, attraverso la rappresentazione di false condizioni patologiche di persone segnalate da Zappalà". Secondo i magistrati, l'obiettivo era di "creare un consenso politico-elettorale inducendo i privati cittadini a promettere il consenso elettorale, ad impegnarsi politicamente con il gruppo di riferimento, e comunque a tesserarsi per l'Anmic, per ottennere una corsia privilegiata".